Ultimatum del Comune: la struttura deve dimostrare di essere una vera spa con foresteria

Mancano meno di due settimane alla scadenza dell’ultimatum imposto da Palazzo Vecchio all’ex Convitto della Calza. Dopo i 90 giorni concessi dal 4 dicembre, i gestori dovranno presentare memorie difensive per provare di aver trasformato l’attività: non più un albergo-ristorante “mascherato” da centro benessere, ma una vera spa con foresteria e ristorante al suo servizio, nel rispetto della destinazione d’uso direzionale dell’edificio.

Negli ultimi mesi la struttura ha modificato la propria presenza online. Dopo essere stata accusata di utilizzare il Cin di un altro hotel per accedere ai portali e dopo la richiesta del Comune a Booking.com di rimuoverla dalle liste, le camere non risultano più prenotabili sulle principali piattaforme: compaiono negli elenchi ma con date indisponibili. Anche su Trivago non compare alcun riferimento esplicito alla spa tra i servizi evidenziati.

Sul sito ufficiale, invece, il centro benessere è ora centrale nell’offerta: il pernottamento (tra 304 e 399 euro a notte per due persone) include due ore di accesso alla spa e viene presentato come inscindibile dall’esperienza. «L’accesso alle camere è disponibile esclusivamente per chi effettua l’ingresso al centro benessere», si legge, anche se resta possibile prenotare solo la spa o iniziative collegate, come brunch domenicali abbinati al “percorso benessere”.

Resta però aperta la verifica urbanistica avviata dal Comune: se la superficie destinata alla spa risultasse inferiore a quella occupata da foresteria e ristoranti, la chiusura sarebbe inevitabile. Su questo punto, al momento, dall’amministrazione comunale non trapelano commenti. Lo riporta il Corriere Fiorentino. 

Condividi
La funzionalità è stata disattivata perché si avvale di cookies (Maggiori informazioni)

Attiva i cookies