All’indomani dell’omicidio scoperto nell’area ex Cnr, l’amministrazione di Scandicci annuncia un cronoprogramma preciso per la riqualificazione: approvazione del progetto esecutivo ad aprile e avvio dei lavori a settembre.
Il piano prevede la realizzazione di un Parco Urbano della Biodiversità su oltre 12 ettari, comprendente l’area ex Cnr e il parco del Castello dell’Acciaiolo. Lo scorso agosto il progetto ha ottenuto oltre 2,2 milioni di euro di finanziamento regionale destinati alla progettazione complessiva e alla realizzazione del primo lotto, fondi che dovrebbero imprimere un’accelerazione attesa da decenni.
La sindaca Claudia Sereni ha spiegato che l’area, abbandonata da circa quarant’anni, è diventata di proprietà comunale nel giugno 2024, passaggio ritenuto fondamentale per poter investire concretamente. Secondo gli ultimi controlli, nell’ex Cnr erano presenti due o tre persone identificate dalle forze dell’ordine e non ritenute pericolose né coinvolte nell’omicidio. Sereni ha però sottolineato il forte disagio sociale presente nella zona, tra povertà, tossicodipendenze e marginalità: «Se lo Stato non trova luoghi di cura e prevenzione, possiamo solo spostare le persone da un posto all’altro».
Il progetto del parco prevede la messa a dimora di oltre duemila tra alberi e arbusti, la valorizzazione del patrimonio naturale esistente, percorsi ciclopedonali, arredi e illuminazione pubblica.
Dure le critiche delle opposizioni. Giovanni Bellosi (Scandicci Civica) parla di un legame evidente tra degrado e criminalità e accusa l’amministrazione di aver perso oltre vent’anni senza una vera riqualificazione. Contesta inoltre le previsioni urbanistiche, sostenendo che accanto al parco sia prevista una colata di cemento da 87mila metri quadrati, giudicata invasiva e poco attrattiva per i privati.
Anche la Lega, con Federico Bussolin e Luca Scala, denuncia anni di incuria e mancati interventi, parlando di una situazione degenerata fino a diventare «una bomba a orologeria».
Sul fronte sicurezza, il Comune ha attivato due misure già previste: per tre giorni a settimana sarà operativo un terzo turno notturno della polizia locale (dalle 19.15 all’1.15) e un’ordinanza vieta in alcune vie del centro la vendita per asporto di alcolici dalle 17 alle 3 del mattino.
La riqualificazione dell’ex Cnr resta ora una delle priorità politiche più urgenti per il territorio, tra promesse di rilancio ambientale e polemiche sul passato. Lo scrive la Nazione.
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