"Ripristinare l'intangibilità e l'invendibilità dei centri storici, degli spazi e dei beni comuni, degli ecosistemi cruciali, perché la vita quotidiana resti a misura di persona umana": questo il messaggio del terzo incontro nazionale a Firenze del movimento Vivibilità Italia, che ha ospitato delegazioni di comitati e associazioni civiche che si occupano di vivibilità urbana, gestione e fruizione dello spazio pubblico nel rispetto dei diritti dei residenti.
"E' stato un incontro di cittadini, solo per la bellezza e il rispetto della nostra terra", afferma Riccardo Galimberti, segretario di Ribella Firenze, uno dei movimenti che hanno aderito all'iniziativa, fra cui Coalizione Tess, e Autonomia e Ambiente. Secondo Galimberti "si è puntato tutto sul dio denaro, diciamo così, e molto poco sul rispetto della vivibilità, dei cittadini" che "sono derubati dei loro diritti, perché uno ha diritto di vivere tranquillamente nella sua città se ha bisogno di un'ambulanza, e questa ambulanza deve poter arrivare sotto casa, non essere intralciata dai vigili che ci sono in mezzo. La notte ha bisogno di dormire e non può sentire una discoteca in un bar come purtroppo è successo anche a Crans Montana".
Il segretario di Ribella Firenze ha anche commentato le dichiarazioni del presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, sul cosiddetto 'cubo nero' dell'ex teatro Comunale di Firenze, definito "figlio di padre incerto", e frutto di "una rigenerazione urbana che non è venuta felice". "Lui dov'era - si è chiesto - quando è iniziata la storia? C'è stata un'amnesia collettiva, però queste sono state scelte politiche, non si può cascare dal pero all'ultimo minuto".
"E' stato un incontro di cittadini, solo per la bellezza e il rispetto della nostra terra", afferma Riccardo Galimberti, segretario di Ribella Firenze, uno dei movimenti che hanno aderito all'iniziativa, fra cui Coalizione Tess, e Autonomia e Ambiente. Secondo Galimberti "si è puntato tutto sul dio denaro, diciamo così, e molto poco sul rispetto della vivibilità, dei cittadini" che "sono derubati dei loro diritti, perché uno ha diritto di vivere tranquillamente nella sua città se ha bisogno di un'ambulanza, e questa ambulanza deve poter arrivare sotto casa, non essere intralciata dai vigili che ci sono in mezzo. La notte ha bisogno di dormire e non può sentire una discoteca in un bar come purtroppo è successo anche a Crans Montana".
Il segretario di Ribella Firenze ha anche commentato le dichiarazioni del presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, sul cosiddetto 'cubo nero' dell'ex teatro Comunale di Firenze, definito "figlio di padre incerto", e frutto di "una rigenerazione urbana che non è venuta felice". "Lui dov'era - si è chiesto - quando è iniziata la storia? C'è stata un'amnesia collettiva, però queste sono state scelte politiche, non si può cascare dal pero all'ultimo minuto".
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