Il punto della sovrintendente sui reperti rinvenuti durante la costruzione della terza linea della tramvia

Quelli di piazza Beccaria a Firenze "sono scavi in realtà poco estesi, ma strategici per la posizione. Ci troviamo fuori la Porta alla Croce e durante i lavori di Publiacqua sono state intercettate delle strutture nel sottosuolo, in realtà già rasate da tempo e anche con una sovrapposizione di interventi. Ma sono significative per capire meglio la Porta e il sistema difensivo di Firenze. Sono strutture difensive legate alle mura arnolfiane del '300". Lo ha spiegato Antonella Ranaldi, soprintendente a Archeologia, belle arti e paesaggio a margine della presentazione di Tourisma.
     
Nell'ambito del salone il 28 febbraio è in programma la presentazione dei risultati degli scavi archeologici sotto piazza Beccaria dove stanno costruendo una nuova linea del tram.

      
Ranaldi ha spiegato che "c'era un'antiporta che precedeva l'ingresso alla città e queste strutture configurano un ambiente pavimentato proprio antistante la porta e che si trovava su una struttura ad archi. Poteva essere il ponte di attraversamento per entrare nella città ma in realtà il fossato era di minori dimensioni e questo arco è cieco. Quindi gli interrogativi rimangono e li stiamo studiando".

      
Tali strutture poi, continua Ranaldi, "vennero rasate per realizzare un grande spazio aperto destinato al mercato del bestiame. E arriviamo fino all'architetto e urbanista Poggi, alla Firenze Capitale con la realizzazione della circonvallazione". Durante gli scavi, continua Ranaldi, è stata trovata anche "la sepoltura di una bambina di circa 2 anni e là siamo in epoca romana, cioè molto prima. È una sepoltura romana con un piccolo corredo, una fibula che ci fa capire che era avvolta in un sudario. L'estensione dei saggi non ha permesso di andare oltre e magari ritrovare anche altre sepolture".

     
Ranaldi ha infine spiegato che "questa struttura non poteva restare a cielo aperto, è impossibile, si trova proprio a ridosso della circonvallazione. Abbiamo fatto tutto in fretta, ma questo non significa che la ricerca si fermi".
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