La madre di Luana D’Orazio commenta l’assoluzione del tecnico manutentore e partecipa alla presentazione del poemetto “Elle come Luana” in Consiglio regionale Toscana

"Sono quattro anni e mezzo che lotto. Lotto in tutti i modi, ma vedo che ancora non siamo arrivati a nessun risultato e nessuno mi ascolta. Spero che un giorno cambierà qualcosa, però. Io non mollo". Lo ha detto Emma Marrazzo, la mamma di Luana D'Orazio, la 22enne morta il 3 maggio 2021 - da un orditoio cui erano state tolte le protezioni di sicurezza - mentre lavorava in un'azienda tessile a Oste di Montemurlo.

"Mia figlia ha subito troppa ingiustizia, specialmente con le motivazioni della sentenza che è uscita pochi giorni fa", ha aggiunto la madre, in riferimento all'assoluzione "per non aver commesso il fatto" del tecnico manutentore, imputato di omicidio colposo e rimozione dolosa delle cautele antinfortunistiche, in concorso con i titolari dell'orditura.

Emma Marrazzo ne ha parlato a margine di un evento in Consiglio regionale della Toscana, alla presentazione di 'Elle come Luana', poemetto scritto da Ugo De Vita, a cui ha collaborato.

"E' stata un po' dura, come sempre, quando racconto la storia di Luana - afferma -. Però lui è entrato piano piano in casa mia e siamo amici, ha capito il mio dolore e lo mette in atto. Sentire questa cosa è un'emozione, non è un conforto. No, non è un conforto, è un'emozione fa anche male. E' però un modo di gridare al mondo intero perché mia figlia ha subito troppa ingiustizia".

"La memoria di Luana D'Onofrio è una ferita ancora aperta per tutta la nostra comunità: una morte ingiusta, che richiama ogni giorno l'urgenza di garantire sicurezza e rispetto delle regole nei luoghi di lavoro", ha detto la presidente del Consiglio Stefania Saccardi, in una sala del Gonfalone piena.

"Gli incidenti sul lavoro - ha aggiunto Saccardi - restano una vera emergenza nazionale e impongono responsabilità chiare e controlli efficaci. La Regione Toscana è e continuerà a essere impegnata con determinazione, in sinergia con le istituzioni competenti, per assicurare lavoro dignitoso, giusto e sicuro".

Per il consigliere regionale di Iv Francesco Casini, "ricordare Luana D'Orazio significa ricordare tutte le lavoratrici e i lavoratori che hanno perso la vita sul lavoro. Dietro ogni numero c'è una famiglia spezzata e una comunità ferita. La sicurezza non è un costo, ma un dovere morale e istituzionale".     E' intervenuto anche l'assessore al lavoro del Comune di Firenze, Dario Danti, sottolineando come "la sicurezza e la dignità riguardino più contesti, non solo il lavoro ma anche la scuola", e "il teatro civile, come quello di oggi, è fondamentale per educare e costruire". Tra i presenti anche i genitori di Niccolò Ciatti, il 22enne di Scandicci pestato e ucciso per futili motivi il 12 agosto 2017 in una discoteca di Lloret de Mar (Spagna).

"La storia di Luana è un omicidio colposo riconosciuto a sentenza, la ragazza aveva 22 anni e non c'erano sistemi di sicurezza sul quella macchina infernale - ha ricordato Ugo De Vita, autore del poemetto in versi e prose 'Elle come Luana -. Io ho studiato le carte dal maggio 2025, poi una serie di circostanze fortunate, belle, vive e intense mi hanno portato a casa di Franco ed Emma", i genitori di Luana.    Il testo sarà presentato anche a Prato l'11 marzo alla Galleria 93 Arte Contemporanea, ed a Fucecchio, comune che si è distinto per la vicinanza a familiari ed amici della ragazza, intitolando anche il monumento ai Caduti sul Lavoro in piazza XX Settembre.
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