Non è stato un periodo facile per Luca Ranieri. Da capitano della Fiorentina a semplice alternativa in panchina, complice un calo psicofisico che aveva portato il tecnico a ridimensionarne il ruolo. Dall’inizio di gennaio il difensore classe ’99 ha visto il campo solo per 55 minuti complessivi in Serie A, un’involuzione difficile da immaginare a inizio stagione, quando era considerato un punto fermo dello spogliatoio viola.
La svolta è arrivata il 14 febbraio, quando l’allenatore Paolo Vanoli gli ha concesso una nuova chance da titolare contro il Como. Ranieri ha risposto con una prestazione solida, fatta di orgoglio e personalità, qualità che lo avevano portato a indossare la fascia da capitano. Senza polemiche e con grande umiltà, il difensore ha continuato a lavorare in silenzio, guadagnandosi nuovamente fiducia e spazio.
L’immagine simbolo della sua rinascita è l’intervento contro il Pisa: dopo una palla persa da Fagioli e la ripartenza avversaria, Ranieri è protagonista di una scivolata provvidenziale che evita un gol quasi fatto. Una scena che richiama un episodio simile contro il Milan, quando invece arrivò il pareggio rossonero. Stavolta no: Ranieri ci ha messo una toppa decisiva, tornando a essere guida e riferimento della sua Fiorentina.
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