Cercasi continuità per la Fiorentina

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‘Vincere aiuta a vincere’, cit. Lo ha ribadito anche oggi Paolo Vanoli alla vigilia di una gara come quella col Jagiellonia che ha tutti i crismi per diventare potenzialmente il più classico dei trappoloni per la Fiorentina.
 
Dal Braga al Lech Poznan, passando per il Polissya, di pratiche già apparentemente chiuse all’andata, in trasferta, ma clamorosamente e sciaguratamente riaperte nel match di ritorno, in casa, ce ne sono diverse nella storia più o meno recente della Fiorentina. E per quanto, in qualche modo, sia andata praticamente sempre bene, in questo momento qui di ritrovate speranze, certezze e fiducia, serve tutto tranne che un capitombolo che possa andare anche solo a minare il vento positivo che da qualche settimana sta spingendo la barca viola. Anzi, pardon, il veliero.
 
Ecco che vincere aiuta a vincere. A suo modo Vanoli e la Fiorentina stanno riscrivendo dei tristi record di una fin qui triste stagione (il fin qui è volutamente non casuale). Non erano mai arrivati due successi consecutivi, cosa successa nel bis di gare Como e Jagiellonia, di conseguenza non ne erano mai arrivate tre, cosa successa con la vittoria col Pisa, e di conseguenza non ne sono mai arrivate quattro, cosa che si spera possa accadere domani coi polacchi. Non solo per confermare il detto del ‘non c’è due senza tre, e il quattro vien da sé’, neppure per la semplice statistica, quanto perché dopo il Jagiellonia ci sarà un’altra gara verità, lunedì prossimo, contro l’Udinese. Tra l’altro, dopo quella di Udine ci sarà il Parma e a seguire la Cremonese. In questo filotto di partite la Fiorentina ha la possibilità di dare una spallata importantissima alle paure di retrocessione.
 
Alimentare mentalità e fiducia, dunque. A livello collettivo e anche di qualche giocatore che ha trovato sin qui un po’ meno spazio, la cui crescita potrebbe tornare molto utile. La missione è chiara: ottenere il poker di successi consecutivi che manca da mesi (ottobre/novembre 2024), cercando il pokerissimo poi a Udine, per continuare a farlo ancora, ancora e ancora. Oltre che per tenersi aperta la possibilità di riscrivere davvero la storia di questa stagione, non tanto ottenendo la salvezza, cosa che non era scontata, tantomeno ad un certo punto (dicembre, non così tanto indietro nel tempo), ma che non può certo essere definita un’impresa, quanto perché ci sarebbe ancora la possibilità di vincere questa maledetta competizione. Fin qui, anche in questo caso volutamente non casuale. Allora sì…ma intanto, piedi per terra e testa al Jagiellonia.
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