Di cose che ci danno fastidio...beh, a seconda dei caratteri, ce ne sarebbero un bel po'. Restando sulla Fiorentina, eeeh, anche lì, la lista potrebbe essere lunga. Di sicuro c'è il fatto che, ogni volta, anche quando hai vinto 0-3 la gara d'andata contro un modesto Jagiellonia di turno, questa squadra trovi sempre e comunque il modo di soffrire, di quasi buttarsi via, salvo poi, di riffa o di raffa, di raddrizzarla. E vabbè. La Fiorentina va avanti, pesca pure bene nel sorteggio, un'altra polacca, niente Strasburgo, ma che fastidio. Sì, lo sappiamo già, ci sarà da soffrire pure col Rakow. Dev'essere nel dna di questa Fiorentina. Che poi, ecco che il fastidio inizia a diventare qualcosa di più simile alla rabbia, forse mixata a limiti e scelte/valutazioni errate. Sì, perché Comuzzo continua a fare partite orrende, evidenziando limiti e carenze che non trovano mai la definitiva risoluzione. Che fastidio vedere una difesa così in difficoltà, sempre e comunque, un Dodo che fa una partita bene e tre male,
Che fastidio ripensare a come questa rosa sia stata concepita, pensata e creata. Senza esterni offensivi prima, adesso senza un vice-Fagioli, con un Piccoli che, bravo ragazzo, tanto impegno, ma messo a confronto con tale Pululu sembra un Tanque Silva qualunque. Che fastidio doversi ritrovare a mettere dentro alcuni titolari, tra cui Solomon, uno dei pochi brillanti e forse l'unico a dare la sensazione di poter tirare fuori un coniglio dal cilindro, per poi perderlo per infortunio.
Che fastidio pensare a Fortini, che dopo un buon impatto sembra adesso il peggior Venuti. A cui, sia chiaro, si può anche voler bene, perché italiano e prodotto del settore giovanile viola e giovane, per carità. Ma insomma... che fastidio aver nuovamente paura della retrocessione, di dover sperare che lunedi a Udine la Fiorentina non sia quella di giovedì, che perdano le dirette concorrenti e che, ci sia sempre un freno a quella voglia di sorridere, di vincere ed esultare. Dal West Ham all'Olympiakos, nulla da fare. Sempre delusioni. Qui, il che fastidio diventa un che palle! Tra l'altro, dopo i grandi proclami estivi, ogni partita che passa c'è da fare i conti con un'amara realtà, la modestia di questa squadra. Ha ragione Vanoli, la strada per salvarsi sarà ancora lunga. Non che il tecnico sia riuscito a fare miracoli. Ma, questo passa in convento oggi. C'è di che doversi rallegrare perché la Fiorentina, con Vanoli, è risalita in classifica dall'ultimo posto al terzultimo, che è ancora in Conference e che...che fastidio.
Messo da parte lo sfogatoio, meglio pensare a Udine, dove c’è da riaccendere le speranze ed evitare altri passi indietro. Proprio ora che si intravedeva un po’ di luce in fondo al tunnel, che fastidio.
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