'Fermati, Firenze!'. Con queste due, semplici parole l'abate della Basilica abbaziale di San Miniato a Firenze, dom Bernardo Gianni, già vicino a Papa Francesco e molto seguito nelle sue omelie dai ceti intellettuali cittadini, non necessariamente credenti, condivide oggi su Fb il commento critico di un utente sugli interventi urbanistici ed edilizi che stanno suscitando tante polemiche in città per gli impatti, estetici e di funzione sul contesto.
Le proteste come noto si sono rivelate a partire dal cosiddetto Cubo Nero, la nuova costruzione per turismo e residenze di lusso al posto dell'ex Teatro Comunale. Ma sono oltre una dozzina le aree storiche sottoposte a notevoli progetti di rigenerazione urbana finanziati in diversi casi da capitali esteri.
Il post condiviso oggi da dom Bernardo Gianni - per ammonire la città - riguarda in particolare la trasformazione dell'ex ospedale militare di via San Gallo, sempre nel centro storico dentro i viali, con edificazione di due palazzi alti nei chiostri storici. Ieri c'è stato un presidio del comitato 'Salviamo Firenze per Viverci' e l'abate Gianni condivide un post che oltre a riportare un testo di critica a tale progetto, mostra le foto della trasformazione visibile dalle case dei residenti che vivono intorno all'ex opsedale militare.
Le proteste come noto si sono rivelate a partire dal cosiddetto Cubo Nero, la nuova costruzione per turismo e residenze di lusso al posto dell'ex Teatro Comunale. Ma sono oltre una dozzina le aree storiche sottoposte a notevoli progetti di rigenerazione urbana finanziati in diversi casi da capitali esteri.
Il post condiviso oggi da dom Bernardo Gianni - per ammonire la città - riguarda in particolare la trasformazione dell'ex ospedale militare di via San Gallo, sempre nel centro storico dentro i viali, con edificazione di due palazzi alti nei chiostri storici. Ieri c'è stato un presidio del comitato 'Salviamo Firenze per Viverci' e l'abate Gianni condivide un post che oltre a riportare un testo di critica a tale progetto, mostra le foto della trasformazione visibile dalle case dei residenti che vivono intorno all'ex opsedale militare.
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