"Non abbiamo paura, abbiamo speranza. La morte di Ali Khamenei è stata una grande vittoria: questo non significa che abbiamo vinto la battaglia. Questa finirà quando potremo tornare in Iran e quando il nostro leader della rivoluzione nazionale, il principe Reza Pahlavi rientrerà in Iran e guiderà la fase di transizione per portare a un referendum libero. Lui è l'unica figura di fiducia, il popolo crede in lui". Lo ha dichiarato Aysan Ahmadi, attivista politica iraniana e membro del Consiglio direttivo dell'associazione politico-culturale Anahita, che lavora in contatto col team di Reza Pahlavi. Ne ha parlato in una conferenza stampa a Palazzo Vecchio, promossa dal consigliere di Noi Moderati Luca Santarelli.
Dopo la manifestazione a Firenze del 28 febbraio, ha aggiunto Ahmadi, "domani a Roma ci sarà un evento nazionale. D'altronde per la Palestina il Paese si è bloccato, ma per l'Iran nessuno ha fatto niente. A Firenze poi vorrei organizzare qualcosa nella settimana del Capodanno persiano, il primo giorno di primavera".
"Molti iraniani sono dovuti scappare e oggi a Firenze vive un'importante comunità - ha aggiunto Santarelli -. La nostra città ospita molti iraniani, perfettamente integrati rispettosi delle nostre norme e della nostra cultura, che al contempo costituiscono una ricchezza del nostro territorio e della nostra economia. Persone che lavorano, di levatura culturale, che apportano posti di lavoro con le proprie aziende. Ora più che mai è importante mantenere viva la voce 'Iran libero'. Occorre che nei pochi momenti in cui Internet viene attivato arrivi il sostegno dei Paesi del mondo, Italia e Firenze compresi. Un abbraccio a tutti gli iraniani che da Firenze piangono i loro familiari, parenti e amici uccisi barbaramente, rei solo di chiedere la democrazia".
Dopo la manifestazione a Firenze del 28 febbraio, ha aggiunto Ahmadi, "domani a Roma ci sarà un evento nazionale. D'altronde per la Palestina il Paese si è bloccato, ma per l'Iran nessuno ha fatto niente. A Firenze poi vorrei organizzare qualcosa nella settimana del Capodanno persiano, il primo giorno di primavera".
"Molti iraniani sono dovuti scappare e oggi a Firenze vive un'importante comunità - ha aggiunto Santarelli -. La nostra città ospita molti iraniani, perfettamente integrati rispettosi delle nostre norme e della nostra cultura, che al contempo costituiscono una ricchezza del nostro territorio e della nostra economia. Persone che lavorano, di levatura culturale, che apportano posti di lavoro con le proprie aziende. Ora più che mai è importante mantenere viva la voce 'Iran libero'. Occorre che nei pochi momenti in cui Internet viene attivato arrivi il sostegno dei Paesi del mondo, Italia e Firenze compresi. Un abbraccio a tutti gli iraniani che da Firenze piangono i loro familiari, parenti e amici uccisi barbaramente, rei solo di chiedere la democrazia".
Condividi
La funzionalità è stata disattivata perché si avvale di cookies (Maggiori informazioni)
Attiva i cookies
Attiva i cookies














