Con un comunicato inviato il 5 marzo, l'assemblea di autogestione de La Polveriera Spazio Comune, a Sant'Apollonia, ha fatto chiarezza sia sulla situazione del complesso sia sul suo utilizzo, rivendicando le attività che vengono organizzate presso gli spazi.
Di seguito il comunicato, pubblicato integralmente:
"L’assemblea di autogestione de La Polveriera Spazio Comune accoglie le critiche che sono state mosse da alcuni residenti nel corso delle ultime due settimane a proposito degli episodi di disturbo arrecato dal volume della musica. È importante sottolineare che tali residenti hanno voluto condividere le loro critiche di persona, ricercando un contatto umano, e per questo noi li ringraziamo per la loro volontà di convivere in un clima di dialogo e ascolto. E assicuriamo il nostro impegno nel rispettare le esigenze altrui.
Parimenti, l’assemblea di autogestione respinge la ricostruzione emersa il 4 marzo su un quotidiano locale che declina le suddette problematiche secondo le fallaci ideologie del “decoro” e del “degrado”. Se si parla di «incuria della struttura», allora è necessario fare due osservazioni: 1) non è La Polveriera Spazio Comune la responsabile dell’assenza di cura; 2) l’incuria si misura in gravi lacune nel rispetto delle norme di sicurezza del plesso, ed è assurdo scandalizzarsi per «materassi, poltrone sotto i loggiati, sedute di fortuna, tavoli segnati dal tempo» ma non per l’assenza di rampe di scale a norma, per esempio. Motiviamo questa presa di posizione ricollegandoci al comunicato “Ristrutturazioni a Sant’Apollonia: quando tocca all’autogestione” che avevamo diffuso il 23 dicembre 2025 attraverso la testata giornalistica La Città Manifesta. Come abbiamo già espresso in quell’occasione, non pensiamo che la cittadinanza, il corpo studentesco o l’autorganizzazione intersezionale debbano sopperire alle mancanze dei servizi pubblici.
L’assemblea di autogestione de La Polveriera è ben consapevole della necessità dei lavori di ristrutturazione del complesso di Sant’Apollonia. Non a caso abbiamo recentemente ricordato alle istituzioni che i finanziamenti dei prossimi lavori nel plesso devono essere principalmente destinati a ripristinare il rispetto delle condizioni di sicurezza, a garantire l’accessibilità paritaria antiabilista (ripristinando quindi le scale di accesso e installando un ascensore accessibile per le persone in condizioni di mobilità ridotta), a ripristinare servizi igienici aperti e, infine, a ripristinare aule studio aperte.
Inoltre, l’occasione è buona per chiarire che l’assemblea di autogestione si impegna costantemente per donare ospitalità al plesso di Sant’Apollonia, cercando di evitare che questo diventi un punto di riferimento assistenzialistico (specifichiamo che non sono presenti materassi), ma con l’obiettivo di rendere il chiostro un luogo tale da accogliere il passaggio di tutte le persone che attraversano il centro cittadino — da quelle più marginalizzate, alle vittime del processo di gentrificazione che ha espulso molti e molte residenti fuori dal centro storico. Ricordiamo inoltre la presenza di un orto sociale di quartiere (ne approfittiamo per invitare nello spazio qualsiasi persona esperta o semplicemente curiosa), la recente costruzione di una bellissima cupola di bambù in bioarchitettura, e ci solleviamo da ogni responsabilità per quanto riguarda l’abbandono di oggetti ingombranti ai cassonetti di via Santa Reparata. Anzi, è bene dirlo e rivendicarlo: siamo ormai l’unico presidio di pulizia del chiostro e del plesso dato che settimanalmente ci impegniamo per rimuovere tutti i rifiuti presenti nel giardino e negli spazi adiacenti. E con le nostre numerose iniziative gratuite, pensando anche alle numerose attività proposte dalla palestra popolare, tentiamo di garantire una presenza costante nel plesso intesa come presidio di informazione, consapevolezza e cura.
Come sempre accade quando i quotidiani usano parole fuori luogo, i politicanti ne approfittano per fare della becera propaganda. Denunciamo che il 4 marzo 2026 un eurodeputato di Fratelli d’Italia ha condiviso false dichiarazioni alla testata giornalistica Firenze e Dintorni sostenendo che «la Regione Toscana, forse per non turbare i fruitori abusivi dell’area - evidentemente visti come potenziali elettori - ha lasciato che la città perdesse cinque milioni di finanziamenti europei». La prima menzogna riguarda la perdita dei finanziamenti: Firenze non ha perso i finanziamenti poiché — secondo i dati ufficiali del FSC — la Regione Toscana deve completare la progettazione entro i primi 6 mesi del 2026, e deve avviare l’esecuzione entro la fine del 2026.
La seconda falsità dichiarata dal politicante in questione riguarda la natura dei finanziamenti: la ristrutturazione del complesso di Sant’Apollonia non è collegata ai fondi europei. Questa operazione di ristrutturazione si basa su fondi nazionali/governativi — nello specifico quelli del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione (FSC). Non emerge niente di relativo al plesso di Sant’Apollonia nel computo delle operazioni finanziate alla Regione Toscana dal FSE+ (Fondo Sociale Europeo Plus).
Non è tollerabile che alcuni organi di informazione siano disposti a condividere falsità senza un adeguato fact-checking. Non è tollerabile che certi quotidiani manipolino alcuni disagi senza garantire tempistiche, modalità e possibilità per consentire un rigoroso contraddittorio.
L’assenza di cura continua a regnare sovrana nella nostra società: il sistema neoliberista l’ha ridotta a questione individuale, da comprare sul mercato, con una progressiva privatizzazione dei servizi sanitari e sociali. Esperienze come quelle de La Polveriera cercano di porre un’alternativa di cura dal basso a tutte le mancanze sistemiche che rendono la nostra vita quotidiana sempre più dura e difficile."
Di seguito il comunicato, pubblicato integralmente:
"L’assemblea di autogestione de La Polveriera Spazio Comune accoglie le critiche che sono state mosse da alcuni residenti nel corso delle ultime due settimane a proposito degli episodi di disturbo arrecato dal volume della musica. È importante sottolineare che tali residenti hanno voluto condividere le loro critiche di persona, ricercando un contatto umano, e per questo noi li ringraziamo per la loro volontà di convivere in un clima di dialogo e ascolto. E assicuriamo il nostro impegno nel rispettare le esigenze altrui.
Parimenti, l’assemblea di autogestione respinge la ricostruzione emersa il 4 marzo su un quotidiano locale che declina le suddette problematiche secondo le fallaci ideologie del “decoro” e del “degrado”. Se si parla di «incuria della struttura», allora è necessario fare due osservazioni: 1) non è La Polveriera Spazio Comune la responsabile dell’assenza di cura; 2) l’incuria si misura in gravi lacune nel rispetto delle norme di sicurezza del plesso, ed è assurdo scandalizzarsi per «materassi, poltrone sotto i loggiati, sedute di fortuna, tavoli segnati dal tempo» ma non per l’assenza di rampe di scale a norma, per esempio. Motiviamo questa presa di posizione ricollegandoci al comunicato “Ristrutturazioni a Sant’Apollonia: quando tocca all’autogestione” che avevamo diffuso il 23 dicembre 2025 attraverso la testata giornalistica La Città Manifesta. Come abbiamo già espresso in quell’occasione, non pensiamo che la cittadinanza, il corpo studentesco o l’autorganizzazione intersezionale debbano sopperire alle mancanze dei servizi pubblici.
L’assemblea di autogestione de La Polveriera è ben consapevole della necessità dei lavori di ristrutturazione del complesso di Sant’Apollonia. Non a caso abbiamo recentemente ricordato alle istituzioni che i finanziamenti dei prossimi lavori nel plesso devono essere principalmente destinati a ripristinare il rispetto delle condizioni di sicurezza, a garantire l’accessibilità paritaria antiabilista (ripristinando quindi le scale di accesso e installando un ascensore accessibile per le persone in condizioni di mobilità ridotta), a ripristinare servizi igienici aperti e, infine, a ripristinare aule studio aperte.
Inoltre, l’occasione è buona per chiarire che l’assemblea di autogestione si impegna costantemente per donare ospitalità al plesso di Sant’Apollonia, cercando di evitare che questo diventi un punto di riferimento assistenzialistico (specifichiamo che non sono presenti materassi), ma con l’obiettivo di rendere il chiostro un luogo tale da accogliere il passaggio di tutte le persone che attraversano il centro cittadino — da quelle più marginalizzate, alle vittime del processo di gentrificazione che ha espulso molti e molte residenti fuori dal centro storico. Ricordiamo inoltre la presenza di un orto sociale di quartiere (ne approfittiamo per invitare nello spazio qualsiasi persona esperta o semplicemente curiosa), la recente costruzione di una bellissima cupola di bambù in bioarchitettura, e ci solleviamo da ogni responsabilità per quanto riguarda l’abbandono di oggetti ingombranti ai cassonetti di via Santa Reparata. Anzi, è bene dirlo e rivendicarlo: siamo ormai l’unico presidio di pulizia del chiostro e del plesso dato che settimanalmente ci impegniamo per rimuovere tutti i rifiuti presenti nel giardino e negli spazi adiacenti. E con le nostre numerose iniziative gratuite, pensando anche alle numerose attività proposte dalla palestra popolare, tentiamo di garantire una presenza costante nel plesso intesa come presidio di informazione, consapevolezza e cura.
Come sempre accade quando i quotidiani usano parole fuori luogo, i politicanti ne approfittano per fare della becera propaganda. Denunciamo che il 4 marzo 2026 un eurodeputato di Fratelli d’Italia ha condiviso false dichiarazioni alla testata giornalistica Firenze e Dintorni sostenendo che «la Regione Toscana, forse per non turbare i fruitori abusivi dell’area - evidentemente visti come potenziali elettori - ha lasciato che la città perdesse cinque milioni di finanziamenti europei». La prima menzogna riguarda la perdita dei finanziamenti: Firenze non ha perso i finanziamenti poiché — secondo i dati ufficiali del FSC — la Regione Toscana deve completare la progettazione entro i primi 6 mesi del 2026, e deve avviare l’esecuzione entro la fine del 2026.
La seconda falsità dichiarata dal politicante in questione riguarda la natura dei finanziamenti: la ristrutturazione del complesso di Sant’Apollonia non è collegata ai fondi europei. Questa operazione di ristrutturazione si basa su fondi nazionali/governativi — nello specifico quelli del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione (FSC). Non emerge niente di relativo al plesso di Sant’Apollonia nel computo delle operazioni finanziate alla Regione Toscana dal FSE+ (Fondo Sociale Europeo Plus).
Non è tollerabile che alcuni organi di informazione siano disposti a condividere falsità senza un adeguato fact-checking. Non è tollerabile che certi quotidiani manipolino alcuni disagi senza garantire tempistiche, modalità e possibilità per consentire un rigoroso contraddittorio.
L’assenza di cura continua a regnare sovrana nella nostra società: il sistema neoliberista l’ha ridotta a questione individuale, da comprare sul mercato, con una progressiva privatizzazione dei servizi sanitari e sociali. Esperienze come quelle de La Polveriera cercano di porre un’alternativa di cura dal basso a tutte le mancanze sistemiche che rendono la nostra vita quotidiana sempre più dura e difficile."
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