C’è poco da fare. La Fiorentina dovrà lottarsi la permanenza in Serie A fino alla fine. Lo aveva detto già al suo arrivo Paolo Vanoli, purtroppo è ciò che si sta verificando. Domenica arriva il Parma, una gara che i viola non possono sbagliare. Si diceva lo stesso anche all’andata, nell’ultima del 2025, sfida che arrivava al termine di un dicembre orrendo, un periodo che doveva essere fatto di finali e che, invece, confermò che la situazione era grave, gravissima, quasi disperata. E anche la partita del Tardini lo confermò, andando a neutralizzare l’effetto del 5-1 rifilato all’Udinese nel match precedente. Coi friulani Vanoli passò dal 3-5-2 al 4-3-3, ma anche a Parma le cose non andarono granché.
Da Parma al Parma, Vanoli dovrà ricambiare assetto tattico dopo il clamoroso autogol di Udine, riportando i suoi dalla difesa a tre a quella a quattro, sperando che i segnali di sbandamento evidenziati in Conference col Jagiellonia e a Udine siano stati due incidenti di percorso. Da Parma al Parma qualcosa è cambiato, sì. Ci sono Harrison, Brescianini, Rugani e Fabbian, peccato che l’unico che stava facendo la differenza era quel Solomon che non ci sarà domenica. Vabbè.
Da Parma al Parma, molto è cambiato, poco è cambiato. Ingeneroso dire che non è cambiato niente, ma non corretto dire che è cambiato tutto. Domenica non si può sbagliare. Così come nella sfida successiva con la Cremonese. Il momento è cruciale, la salvezza passa dai prossimi 180’. Sperando che, ovviamente, vada in maniera decisamente diversa rispetto a come andò all’andata.
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