Firenze e la Nazionale italiana di calcio: un legame storico che sarà al centro del docufilm “1934-1958 Da Roveta a Coverciano: Firenze, la casa degli Azzurri”, in programma mercoledì 11 marzo alle ore 18 al Museo del Calcio di Coverciano, in piazza Fino Fini.
Il documentario, curato da Massimo Cervelli e Marco Vichi in collaborazione con il Quartiere 2, ripercorre un capitolo importante della storia del calcio italiano: quello che lega la città di Firenze alla preparazione della Nazionale, dalle prime esperienze sulle colline di Roveta fino alla nascita del Centro tecnico federale di Coverciano.
La storia comincia nel 1934, quando il commissario tecnico Vittorio Pozzo scelse proprio Roveta, località sulle colline fiorentine, come sede della fase conclusiva della preparazione per il Mondiale disputato in Italia e poi vinto dagli Azzurri. Dopo quel successo la località entrò nell’immaginario del calcio italiano come “la sorgente della vittoria”.
Pozzo tornò a Roveta anche negli anni successivi, dopo aver conquistato l’oro olimpico ai Giochi di Berlino del 1936 e il secondo titolo mondiale nel 1938, utilizzando ancora l’area fiorentina per preparare nuove sfide internazionali.
Un passaggio decisivo arrivò nel 1940, quando il marchese Luigi Ridolfi, presidente della Fiorentina e membro del direttorio federale, propose la creazione di un Centro di preparazione tecnica della FIGC. L’idea prese forma negli anni successivi: già nell’estate del 1943 a Firenze vennero organizzati corsi di formazione per allenatori e massaggiatori sotto la direzione dello stesso Pozzo, primo passo verso una struttura stabile dedicata allo sviluppo del calcio italiano.
In attesa della costruzione del nuovo centro, Firenze continuò a ospitare i ritiri della Nazionale. Gli Azzurri tornarono a Roveta nel 1952 per preparare l’amichevole con l’Inghilterra e nel 1955 in vista della sfida con la Jugoslavia e della trasferta in Grecia della Nazionale B. Fu però l’ultimo capitolo di quella esperienza.
Il 6 novembre 1958 venne inaugurato il Centro tecnico di Coverciano, intitolato proprio a Ridolfi, scomparso pochi mesi prima. Con quella struttura l’Italia si dotò della propria “Università del calcio”, un laboratorio permanente dedicato alla formazione di tecnici e calciatori e alla costruzione dei successi futuri della Nazionale.
Il docufilm racconta proprio questo percorso: come Firenze sia diventata, tra storia e passione sportiva, la vera casa degli Azzurri.
Il documentario, curato da Massimo Cervelli e Marco Vichi in collaborazione con il Quartiere 2, ripercorre un capitolo importante della storia del calcio italiano: quello che lega la città di Firenze alla preparazione della Nazionale, dalle prime esperienze sulle colline di Roveta fino alla nascita del Centro tecnico federale di Coverciano.
La storia comincia nel 1934, quando il commissario tecnico Vittorio Pozzo scelse proprio Roveta, località sulle colline fiorentine, come sede della fase conclusiva della preparazione per il Mondiale disputato in Italia e poi vinto dagli Azzurri. Dopo quel successo la località entrò nell’immaginario del calcio italiano come “la sorgente della vittoria”.
Pozzo tornò a Roveta anche negli anni successivi, dopo aver conquistato l’oro olimpico ai Giochi di Berlino del 1936 e il secondo titolo mondiale nel 1938, utilizzando ancora l’area fiorentina per preparare nuove sfide internazionali.
Un passaggio decisivo arrivò nel 1940, quando il marchese Luigi Ridolfi, presidente della Fiorentina e membro del direttorio federale, propose la creazione di un Centro di preparazione tecnica della FIGC. L’idea prese forma negli anni successivi: già nell’estate del 1943 a Firenze vennero organizzati corsi di formazione per allenatori e massaggiatori sotto la direzione dello stesso Pozzo, primo passo verso una struttura stabile dedicata allo sviluppo del calcio italiano.
In attesa della costruzione del nuovo centro, Firenze continuò a ospitare i ritiri della Nazionale. Gli Azzurri tornarono a Roveta nel 1952 per preparare l’amichevole con l’Inghilterra e nel 1955 in vista della sfida con la Jugoslavia e della trasferta in Grecia della Nazionale B. Fu però l’ultimo capitolo di quella esperienza.
Il 6 novembre 1958 venne inaugurato il Centro tecnico di Coverciano, intitolato proprio a Ridolfi, scomparso pochi mesi prima. Con quella struttura l’Italia si dotò della propria “Università del calcio”, un laboratorio permanente dedicato alla formazione di tecnici e calciatori e alla costruzione dei successi futuri della Nazionale.
Il docufilm racconta proprio questo percorso: come Firenze sia diventata, tra storia e passione sportiva, la vera casa degli Azzurri.
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