“Il pensiero va anche al piccolo Dante, figlio di Eleonora, vittima indifesa la cui vita è stata irrimediabilmente segnata”

"Dolore si aggiunge a dolore: e dopo aver perso la figlia, brutalmente assassinata, credo che per i genitori, la sorella e il piccolo Dante, figlio di Eleonora, non ci sia niente di peggio del non aver avuto ancora giustizia. Nessuna famiglia deve sentirsi sola nell'affrontare un peso così grande. Per questo voglio testimoniare la più sincera vicinanza". Così l'assessora a cultura e pari opportunità, Cristina Manetti, commenta la relazione psichiatrica con cui i periti del tribunale di Firenze ritengono Lorenzo Innocenti, l'uomo che l'8 febbraio 2025 a Rufina ha ucciso Eleonora Guidi con 24 coltellate "non in grado di sostenere un processo".
      
"Non entro nel merito di quanto stabilito dai periti, non è di mia competenza - prosegue Manetti -, e spero solo sia stato fatto tutto ciò che poteva e doveva essere fatto per accertare la realtà. Tuttavia, è evidente quanto questa conclusione riapra una ferita profonda, una ferita che riguarda non solo la famiglia, ma un'intera comunità che non può e non vuole dimenticare, e quanto sconcerto e dolore susciti in chi attende una risposta, una verità giudiziaria e la possibilità di vedere riconosciuto il diritto alla giustizia".

      
Cristina Manetti "ha subito contattato Elisabetta, sorella di Eleonora, per esprimerle personalmente il mio sostegno e quello della Regione Toscana. Nessuna famiglia che attraversa una tragedia così grande deve sentirsi sola. Ho avuto modo anche di confrontarmi con l'avvocato della famiglia, Mario Taddeucci Sassolini, per comprendere meglio i passaggi di questa fase delicata della vicenda giudiziaria e ribadire l'attenzione delle istituzioni".

     
"Il pensiero - sono ancora le parole dell'assessora - va anche al piccolo Dante, figlio di Eleonora, vittima indifesa di questo femminicidio, la cui vita è stata irrimediabilmente segnata dalla tragedia. Alla sua tutela dobbiamo guardare con la massima attenzione e responsabilità", "senza dimenticare anche le amiche di Eleonora, Lara Cannoni e Monia Bonucci, che hanno continuano oggi a custodirne la memoria".
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