I numeri degli “expected goals” raccontano una squadra da metà classifica, ma la realtà dice quart’ultimo posto e lotta salvezza

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La stagione della Fiorentina racconta un curioso paradosso statistico. Secondo le analisi basate sui gol attesi (expected goals), i viola dovrebbero avere circa 17 punti in più rispetto alla classifica reale. Con un bottino vicino ai 42 punti, la squadra si troverebbe intorno all’ottavo posto e in piena corsa per l’Europa. Invece la realtà è ben diversa: dopo sette mesi di campionato la Fiorentina ha raccolto solo 25 punti, con cinque vittorie, dieci pareggi e tredici sconfitte, scivolando fino al quart’ultimo posto dopo lo 0-0 contro il Parma.

Il principale problema emerge chiaramente dai dati offensivi. La Fiorentina ha segnato 30 gol, ma secondo le occasioni create avrebbe dovuto superare quota 42, con oltre dodici reti “mancanti”. Una parte consistente di questo divario riguarda i centravanti: Moise Kean, pur essendo tra i giocatori che tirano di più in campionato, ha segnato 8 gol a fronte di oltre 14 attesi, mentre Roberto Piccoli è fermo a 2 reti contro quasi 5 previste dalle statistiche. In totale, circa nove gol attesi non sono arrivati proprio dai due attaccanti, un fattore che ha probabilmente inciso su diversi risultati.

Nel frattempo la Fiorentina vive una fase delicata anche sul piano degli obiettivi. In Europa è ancora in corsa negli ottavi di finale di Conference League, ma in campionato la priorità è diventata la salvezza. Il calendario è fitto e complicato, con sfide decisive come quella contro la Cremonese e, poco dopo, l’Inter, oltre al ritorno europeo contro il Rakow. Per questo la squadra potrebbe gestire le forze con attenzione: inseguire il sogno europeo resta affascinante, ma evitare la retrocessione è ormai l’obiettivo che pesa più di tutti.

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