Il centro accoglierà nuclei familiari in difficoltà mentre i ragazzi saranno redistribuiti nelle altre strutture del territorio

La struttura di accoglienza di viale Michelangelo, gestita dalla cooperativa Il Girasole, non ospiterà più minori stranieri non accompagnati ma nuclei familiari in situazione di disagio sociale. Lo ha annunciato l’assessore al Welfare Nicola Paulesu, spiegando che la decisione rientra in una riorganizzazione più ampia dei servizi dedicati ai minori stranieri sul territorio.

Il cambiamento, sottolinea il Comune, era già previsto prima dell’episodio avvenuto nei giorni scorsi, quando uno dei ragazzi si è ferito a una mano dopo un litigio con un coinquilino. I circa dieci giovani presenti nella struttura saranno trasferiti in altre realtà di accoglienza presenti tra Firenze e provincia.

Il sistema locale conta circa trenta strutture divise per diverse fasi: i Fami per il primo accesso, i Cas per la prima accoglienza temporanea, il Sai per i percorsi di integrazione e i gruppi appartamento. I minori arrivano generalmente dopo essere stati rintracciati sul territorio oppure trasferiti dal Ministero dopo gli sbarchi.

Attualmente sono 360 i minori stranieri non accompagnati seguiti dal Comune di Firenze, di cui 82 ospitati fuori dal territorio comunale. La maggior parte proviene da Tunisia, Marocco ed Egitto, ma anche da Albania, Kosovo e Paesi dell’Africa occidentale. Si tratta quasi sempre di ragazzi tra i 16 e i 18 anni, con percorsi di integrazione che spesso proseguono fino ai 21 anni.

Secondo i dati del Comune, circa il 10% dei minori ha commesso o commette reati. Il sistema di accoglienza è finanziato dal Ministero, ma Firenze da tempo chiede un adeguamento delle rette giornaliere, oggi intorno ai 67-68 euro a persona (60 nei Cas), cifre considerate inferiori rispetto ad altre città come Milano dove superano i 100 euro. Lo scrive la Nazione. 

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