La legge sull'omicidio stradale "più che un padre o una madre, ha una famiglia: la famiglia Guarnieri". Lo ha detto Matteo Renzi, partecipando questa mattina a Firenze alla presentazione del libro 'La legge che non voleva nascere. Dieci anni di omicidio stradale: una battaglia di civiltà' a cura di Giordano Biserni e Stefano Guarnieri, padre di Lorenzo il 17enne investito e ucciso alle Cascine nel giugno 2010; volume (edito da Giunti) di cui il leader di Italia Viva ha scritto la prefazione.
Il libro ricostruisce, attraverso testimonianze, analisi e dati, il lungo e complesso percorso che ha portato alla nascita della legge, in vigore dal 25 marzo 2016, resa possibile anche grazie alla raccolta di 85.000 firme. Nelle pagine vengono ricordati gli effetti della norma sull’attività delle forze di polizia e dei tribunali, evidenziando progressi e criticità. Per Renzi quella legge ha rappresentato una svolta, perché "chi si mette alla guida ubriaco o drogato e uccide una persona non è responsabile di un semplice errore, ma di un reato molto grave".
Alla presentazione anche la sindaca di Firenze Sara Funaro: "Come amministrazione stiamo lavorando in progetti educazione stradale e progetti di sensibilizzazione. Tra il 2023 e il 2025 il numero di incidenti stradali a Firenze è diminuito, si è passati da 3.686 a 3.085, mentre gli incidenti mortali si sono quasi dimezzati, passando da 15 a 8", "ma tutto ciò non basta, perché dobbiamo arrivare a zero incidenti mortali".
Anche per Stefano Guarnieri, presidente della Fondazione Lorenzo Guarnieri Ets, l'introduzione del reato di omicidio stradale non è sufficiente, "è indispensabile che la politica consideri la sicurezza stradale una priorità e vi investa con decisione". Per Giordano Biserni è necessario evitare il "disarmo degli strumenti come i misuratori di velocità e superando vincoli che impediscono anche verifiche da remoto sull’uso del cellulare alla guida o delle cinture di sicurezza. I numeri parlano chiaro: dall’inizio dell’anno alla prima settimana di marzo sono già morti 86 pedoni e 33 ciclisti; nei primi dieci fine settimana del 2026 le vittime sulle strade sono state 187. Meno che nel 2016, ma c’è ancora moltissimo da fare".
Il libro ricostruisce, attraverso testimonianze, analisi e dati, il lungo e complesso percorso che ha portato alla nascita della legge, in vigore dal 25 marzo 2016, resa possibile anche grazie alla raccolta di 85.000 firme. Nelle pagine vengono ricordati gli effetti della norma sull’attività delle forze di polizia e dei tribunali, evidenziando progressi e criticità. Per Renzi quella legge ha rappresentato una svolta, perché "chi si mette alla guida ubriaco o drogato e uccide una persona non è responsabile di un semplice errore, ma di un reato molto grave".
Alla presentazione anche la sindaca di Firenze Sara Funaro: "Come amministrazione stiamo lavorando in progetti educazione stradale e progetti di sensibilizzazione. Tra il 2023 e il 2025 il numero di incidenti stradali a Firenze è diminuito, si è passati da 3.686 a 3.085, mentre gli incidenti mortali si sono quasi dimezzati, passando da 15 a 8", "ma tutto ciò non basta, perché dobbiamo arrivare a zero incidenti mortali".
Anche per Stefano Guarnieri, presidente della Fondazione Lorenzo Guarnieri Ets, l'introduzione del reato di omicidio stradale non è sufficiente, "è indispensabile che la politica consideri la sicurezza stradale una priorità e vi investa con decisione". Per Giordano Biserni è necessario evitare il "disarmo degli strumenti come i misuratori di velocità e superando vincoli che impediscono anche verifiche da remoto sull’uso del cellulare alla guida o delle cinture di sicurezza. I numeri parlano chiaro: dall’inizio dell’anno alla prima settimana di marzo sono già morti 86 pedoni e 33 ciclisti; nei primi dieci fine settimana del 2026 le vittime sulle strade sono state 187. Meno che nel 2016, ma c’è ancora moltissimo da fare".
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