Dall’uso diffuso delle energie rinnovabili alla trasformazione degli spazi urbani e delle politiche abitative, l’appello chiede di invertire le priorità per affrontare crisi climatica, sociale ed economica e costruire un modello di città più sostenibile e inclusivo

"La cura dell'ecosistema non può più essere subordinata all'assurda pretesa di conservare 'pietre' e paesaggi in quanto tali. Renderli intoccabili, oltretutto, è la strada sicura per condannarli alla rovina". Così in una nota congiunta alcune associazioni ambientaliste fiorentine che lanciano un manifesto "per un'urbanistica della decarbonizzazione". Tra i firmatari del comunicato Associazione Progetto Firenze, Cittadini Per l'Italia rinnovabile, EcoFuturo, EcoLobby, Energia per l'Italia, Extinction Rebellion Firenze, Fiab Firenze ciclabile, Isde Firenze e Legambiente Firenze "in nome dell'Alleanza fiorentina per la giustizia ecologica, sociale e climatica".

"Invertire le attuali priorità, mettendo al primo posto l'obiettivo della decarbonizzazione, restituendo strumenti vitali all'ecosistema di cui facciamo parte - spiegano -, è condizione necessaria per una nuova politica urbanistica capace di rispondere alla crisi climatica, sociale, abitativa e di sostenere la ripresa economica. Abbiamo urgente bisogno di pannelli solari su tetti, facciate e ovunque siano funzionali, di strade e piazze permeabili e vegetate, di scavare ovunque serva per consentire l'uso condiviso di sonde geotermiche per riscaldare e raffrescare gli edifici, di includere la bellezza funzionale delle pale eoliche nei nostri paesaggi, di disegnare campi solari agrivoltaici per proteggere le colture e le campagne". Lo spazio residenziale, proseguono, "deve tornare ad essere ambito esclusivo di politiche per l'abitare, sostenibile e accessibile per tutte e tutti, attraverso l'applicazione delle norme esistenti e promuovendo in ogni sede istituzionale una profonda revisione della normativa sulle locazioni e delle politiche fiscali sulle diverse tipologie di affitti. Per cambiare la rotta rispetto a un futuro altrimenti già scritto per Firenze - concludono -, non serve tanto una moratoria urbanistica, quanto una urbanistica del tutto nuova, che sappia aprirsi al confronto per darci tutti insieme il coraggio che serve ad agire: ora". 
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