Una decina di fiaccole rosse sotto Palazzo Vecchio e il canto 'Bella ciao' hanno accompagnato stasera a Firenze il festeggiamento per la vittoria al referendum. Il ritrovo, a spoglio quasi ultimato, è stato promosso dal comitato della Società civile per il No. Si sono radunate oltre 200 persone, anche alcuni magistrati, come il già presidente della corte di appello Alessandro Nencini e l'ex procuratore generale di Firenze Beniamino Deidda; riconoscibili anche la sostituta procuratrice Christine von Borries, l'assessore regionale alla Felicità e alla Cultura Cristina Manetti, la vicesindaca di Firenze Paola Galgani, il rettore dell'università per Stranieri di Siena Tomaso Montanari, l'assessore al Traffico Andrea Giorgio, i vertici della Cgil fiorentina e tanti altri esponenti fiorentini di partiti e associazioni.
"Ora dobbiamo mettere in sicurezza la Costituzione", "questo governo ci ha dimostrato di intervenire" sulla Carta "con quattro passaggi parlamentari come fossero quasi delle cose burocratiche, senza nessuna discussione", dice Alessandro Nencini, "invece dobbiamo immaginare che la Costituzione non debba essere messa ogni volta alla mercè della maggioranza parlamentare di turno". "Nel 2006 lo fece Berlusconi - ricorda Nencini -, nel 2015 Renzi, ma senza riuscirci perché gli italiani hanno una concezione proprietaria della Costituzione molto forte. Però questa cosa" di volerla modificare, sottolinea, "non può durare all'infinito ma soprattutto una Costituzione non può essere sottoposta a stress ogni quattro, cinque anni. Dobbiamo immaginare che chi vince le elezioni deve governare ma non può singolarmente modificarla". Come soluzione ci "potrebbe essere un meccanismo diverso dell'articolo 138, la maggioranza di due terzi farla su tutta la votazione, oppure il referendum obbligatorio, ma ci penseranno i costituzionalisti a questo. L'importante è che ci mettano al riparo tutte le volte da queste corse" per difendere la Carta "anche perché - ha ironizzato - a questa età non ci si fa più...".
Il professor Tomaso Montanari ha evidenziato che nel referendum è emerso che "più si scende con l'età, più vincono i No. Invece sopra i 55 anni avrebbe vinto il Sì. Questo vuol dire che la Costituzione parla ai giovani ed è un progetto, non è solo una Carta da difendere. Spero che le sinistre sappiano tradurre ciò in un progetto politico. Sono tornate a votare persone che non votavano, perché la Costituzione la sentono loro, la sentono viva, la sentono dalla parte di chi non ha nient'altro. Hanno vinto i senza-potere, i senza padrini, hanno vinto coloro che non hanno nessuno che li difende. Questa è una carta ancora carica di futuro".
"Ora dobbiamo mettere in sicurezza la Costituzione", "questo governo ci ha dimostrato di intervenire" sulla Carta "con quattro passaggi parlamentari come fossero quasi delle cose burocratiche, senza nessuna discussione", dice Alessandro Nencini, "invece dobbiamo immaginare che la Costituzione non debba essere messa ogni volta alla mercè della maggioranza parlamentare di turno". "Nel 2006 lo fece Berlusconi - ricorda Nencini -, nel 2015 Renzi, ma senza riuscirci perché gli italiani hanno una concezione proprietaria della Costituzione molto forte. Però questa cosa" di volerla modificare, sottolinea, "non può durare all'infinito ma soprattutto una Costituzione non può essere sottoposta a stress ogni quattro, cinque anni. Dobbiamo immaginare che chi vince le elezioni deve governare ma non può singolarmente modificarla". Come soluzione ci "potrebbe essere un meccanismo diverso dell'articolo 138, la maggioranza di due terzi farla su tutta la votazione, oppure il referendum obbligatorio, ma ci penseranno i costituzionalisti a questo. L'importante è che ci mettano al riparo tutte le volte da queste corse" per difendere la Carta "anche perché - ha ironizzato - a questa età non ci si fa più...".
Il professor Tomaso Montanari ha evidenziato che nel referendum è emerso che "più si scende con l'età, più vincono i No. Invece sopra i 55 anni avrebbe vinto il Sì. Questo vuol dire che la Costituzione parla ai giovani ed è un progetto, non è solo una Carta da difendere. Spero che le sinistre sappiano tradurre ciò in un progetto politico. Sono tornate a votare persone che non votavano, perché la Costituzione la sentono loro, la sentono viva, la sentono dalla parte di chi non ha nient'altro. Hanno vinto i senza-potere, i senza padrini, hanno vinto coloro che non hanno nessuno che li difende. Questa è una carta ancora carica di futuro".
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