Il futuro del ponte da Verrazzano a Firenze è al centro di valutazioni tecniche e ipotesi operative, in vista dell’arrivo della nuova linea tranviaria 3.2.1 Libertà–Bagno a Ripoli. L’infrastruttura, costruita nel 1970, potrebbe essere sottoposta a limitazioni o interventi per garantire la piena sicurezza al passaggio dei nuovi tram.
Tra le soluzioni allo studio c’è il possibile divieto definitivo di transito per i mezzi pesanti, oppure un sistema di gestione “intelligente” dei convogli: i futuri tram prodotti da Hitachi Rail potrebbero attraversare il ponte in modo alternato, grazie a una sincronizzazione semaforica, riducendo così il carico simultaneo sulla struttura.
Al momento si tratta ancora di scenari ipotetici. Il ponte è infatti monitorato da mesi tramite sensori che, secondo le prime indicazioni, starebbero fornendo riscontri positivi sullo stato di salute dell’impalcato. Tuttavia, l’età della struttura impone comunque una riflessione sugli interventi necessari.
Una prima analisi è stata affidata all’ingegnere Mario Paolo Petrangeli, incaricato da Tram Spa di valutare la sicurezza dell’opera, in particolare per quanto riguarda i tiranti verticali. Dalla sua relazione emerge la necessità di lavori di consolidamento e interventi parziali, escludendo però l’ipotesi di demolizione completa del ponte.
Parallelamente, Palazzo Vecchio ha commissionato una perizia più approfondita all’ingegnere Salvatore Giacomo Morano, che dovrà definire nel dettaglio entità e tempi dei lavori. Fondamentale sarà anche l’apertura del nuovo ponte, situato circa 300 metri più a monte e intitolato alle sorelle Nencioni, prevista tra fine maggio e inizio giugno: solo allora sarà possibile effettuare verifiche più approfondite sul Verrazzano senza paralizzare il traffico.
Nonostante le incognite, dal Comune filtra ottimismo. I lavori della tramvia stanno rispettando il cronoprogramma e, anche nel caso di interventi più complessi del previsto sul ponte, l’entrata in funzione della linea resta confermata per il 2027.
Il ponte da Verrazzano si conferma così uno snodo strategico non solo per la viabilità cittadina, ma anche per il futuro della mobilità sostenibile a Firenze.
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