'I punti vendita rappresentano un servizio essenziale e un presidio sociale per i cittadini' commenta il direttore Simone Gheri

"Condividiamo la soddisfazione di Snag e Confcommercio Toscana per l'iniziativa della Regione finalizzata a sostenere la diffusione della stampa nelle aree interne: un bel risultato, a supporto delle rivendite dei giornali nei piccoli Comuni".

Così Simone Gheri, direttore di Anci Toscana, in merito al provvedimento con cui la Regione Toscana assegna 2.000 euro alle edicole e ai punti vendita non esclusivi localizzati nella Toscana diffusa. Un contributo di 300mila euro per sostenere la distribuzione e la rete di vendita. Il bonus ha riguardato anche le imprese di distribuzione locale.

"L'iniziativa nasce da Francesco Govi, sindaco di Monteverdi Marittimo, in provincia di Pisa, che tempo fa segnalò il problema della chiusura delle edicole in piccoli Comuni come quello che amministra - aggiunge in una nota -. Una questione presa a cuore dal presidente della Regione, Eugenio Giani, che si è tradotta in un percorso di incontri e confronto che ha visto Anci Toscana come parte attiva. Per questo non possiamo che condividere e accogliere con soddisfazione la scelta della Regione di dare linfa ai punti vendita che rappresentano un servizio essenziale e un presidio sociale per i cittadini che vivono nelle aree interne".

    
Plauso del vicepresidente del Consiglio regionale della Toscana, Antonio Mazzeo: "Le edicole sono un presidio di informazione e quindi di libertà. Per questo il sostegno della Regione ai punti vendita nei piccoli comuni è un intervento concreto e mirato, che va nella direzione di tutelare il diritto e l'accesso all'informazione anche nelle zone più periferiche".

"Si tratta di risorse importanti per aiutare attività che, soprattutto nei territori più piccoli, svolgono una funzione che va ben oltre quella commerciale - aggiunge -. Le edicole garantiscono un vero e proprio servizio ai cittadini e rappresentano punti di riferimento quotidiani per le comunità locali". Mazzeo sottolinea che "la misura nasce da un lavoro avviato nella scorsa legislatura nell'ambito della legge sulla Toscana diffusa con l'obiettivo di contrastare la chiusura delle edicole e mantenere vivi presìdi fondamentali nei territori. Sostenere questi punti vendita significa difendere pluralismo, coesione sociale e qualità della vita nelle aree interne".
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