Salgono a 60 le strade dell'area Unesco del centro storico di Firenze in cui è vietato il trasferimento delle attività: è quanto definisce l'autoemendamento di giunta alla proroga del Regolamento Unesco del Comune, la cui validità è in scadenza tra fine aprile e inizio maggio prossimi. Le nuove strade all'interno delle quali è vietato il trasferimento delle attività esistenti, a meno che non si tratti di un semplice spostamento verso altri fondi della medesima via, sono via Palazzuolo, Sdrucciolo de Pitti, Corso Tintori, Borgo de' Greci, via de' Benci, via Gondi, via Vacchereccia.
"Con questo aggiornamento rafforziamo gli strumenti di tutela in alcune strade particolarmente sensibili - spiega l'assessore allo Sviluppo economico Jacopo Vicini -, per evitare un progressivo impoverimento del tessuto commerciale e artigianale del centro storico". Per Vicini "il nostro obiettivo non è bloccare lo sviluppo, ma governarlo con regole chiare, nell'interesse dei residenti, della qualità urbana e di un centro storico che resti vivo, abitato e riconoscibile".
L'emendamento, si legge in una nota del Comune, perfeziona i punti cardine già approvati dalla giunta, fra cui il blocco dei 5 anni, con il divieto, per il prossimo quinquennio, di aprire o trasferire dall'esterno verso il centro attività di settore alimentare, ristorazione, scuole di cucina, oltre alla stretta sul consumo sul posto se il locale è più piccolo di 100 mq.
"Con questo aggiornamento rafforziamo gli strumenti di tutela in alcune strade particolarmente sensibili - spiega l'assessore allo Sviluppo economico Jacopo Vicini -, per evitare un progressivo impoverimento del tessuto commerciale e artigianale del centro storico". Per Vicini "il nostro obiettivo non è bloccare lo sviluppo, ma governarlo con regole chiare, nell'interesse dei residenti, della qualità urbana e di un centro storico che resti vivo, abitato e riconoscibile".
L'emendamento, si legge in una nota del Comune, perfeziona i punti cardine già approvati dalla giunta, fra cui il blocco dei 5 anni, con il divieto, per il prossimo quinquennio, di aprire o trasferire dall'esterno verso il centro attività di settore alimentare, ristorazione, scuole di cucina, oltre alla stretta sul consumo sul posto se il locale è più piccolo di 100 mq.
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