‘Tracy…è successo di nuovo’ cit. Sì, purtroppo molte cose sono accadute nuovamente per quanto riguarda la Fiorentina. Dal cambio di difensore a pochi minuti dalla fine, con solito harakiri annesso, ad alcune prestazioni orribili di alcuni singoli passando per un’altra prova generale in cui Vanoli si aspettava altro, come molti del resto, ma che poi è rimasta il più classico dei verba volant.
E’ successo di nuovo, sì. Dentro Comuzzo per Pongracic al minuto 82, 8 giri di lancette, cross nel mezzo, buca di Comuzzo e rete del 3-0 del Palace. E, si badi bene, dal minuto 82 a quello numero 95, il Palace poteva farne altri due di gol. E’ successo di nuovo, Vanoli sembra non poterne proprio fare a meno di cambiare un difensore per gli ultimi minuti di partita. Come se non fossero bastate le sostituzioni fatte e sbagliate nei mesi scorsi, dal Torino ai minuti finali col Pisa, passando per quella caterva di reti concesse negli ultimissimi frangenti di partita. E lasciamo perdere gli ingressi di Balbo e del giovanissimo Puzzoli, ‘prematurata la supercazzola o scherziamo?’.
E’ successo di nuovo, sì. Comuzzo che dovrebbe marcare l’avversario, l’unico in area tra l’altro, ma che se lo perde. Dodo che fa una partita con millemila errori in fase difensiva, tra cui una scivolata folle in area su un giocatore del Palace che aveva già calciato in curva, sullo 0-0, indirizzando la partita sul binario che volevano loro. Dodo che, tra l’altro, non tiene la linea del fuorigioco e regala il raddoppio al Palace, dopo aver preso un giallo che gli è costato la squalifica per il ritorno e aver scampato il rosso.
E’ successo di nuovo, sì. Harrison che non stoppa una palla a destra, ma che continua a giocare a destra, che sbaglia tutti i passaggi, che regala tutti i palloni agli avversari, che…che…vabè, forse Harrison è questo. Come Gudmundsson, un altro che continua a vagare per il campo senza riuscire mai a fare la differenza, come per Piccoli. Un altro per cui, sì, è successo di nuovo. 27 milioni di euro per non tenere un pallone ed essere apprezzato solo per l’impegno. Fabbian, idem. Dell’ex Bologna resta quella traversa che poteva cambiare la storia della partita e della qualificazione, poteva…se, ma.
E’ successo di nuovo, sì. Kean che rimane a casa per il dolore alla tibia, Gosens che continua a fornire prestazioni alla Biraghi, Ndour che non fa altro se non passare il pallone all’indietro, spesso neppure con velocità. Fagioli che, nel giorno in cui era stato definito da Paratici come uno da Barcellona, nel match in cui tutti si aspettavano lampi di qualità, ha perso un sacco di palloni anche decisivi, che in confronto a Wharton è sembrato un Montolivo qualunque.
E’ successo di nuovo, purtroppo sì. Quella piccola fiammella di speranza che questa stagione potesse ancora avere un senso diverso dal ‘solo’ raggiungimento della salvezza (solo, si fa per dire) è svanito al cospetto di una squadra di Premier…wao, come se il Crystal Palace avesse dimostrato di essere ingiocabile. Mah, sarà. Sì, è successo di nuovo. Non c’è spazio per i sogni, evidentemente. Le ambizioni, quest’anno, vanno messe nel cassetto per tempi migliori. Oggi c’è solo da raggiungere la salvezza. Salvo miracoli. Su cui, tuttavia, dopo aver visto le prestazioni di Verona e Londra, non c’è di che essere troppo ottimisti. E’ successo di nuovo, sì, di svegliarsi un venerdì qualunque con quel senso di vuoto dentro e qualche ‘vaffa’ di troppo che esce fuori. E vabbè, gira così.
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