Il futuro della Fiorentina naviga tra la necessità immediata di fare punti e una programmazione estiva che profuma di rivoluzione. Al centro dei pensieri dello staff tecnico c’è Moise Kean: il centravanti sta convivendo con un fastidioso infortunio alla tibia che ne sta condizionando pesantemente il rendimento e, di riflesso, l'appeal sul mercato. Se da un lato la presenza di una clausola rescissoria importante ne blinderebbe teoricamente la permanenza, dall'altro i continui stop fisici rischiano di raffreddare l'interesse dei grandi club, trasformando la sua stagione in un’incognita costante. Tuttavia, filtra ottimismo per la sfida di lunedì contro la Lazio: la gestione cautelativa dei carichi di lavoro e una settimana dedicata interamente alle terapie dovrebbero permettere all'attaccante di tornare regolarmente al centro dell'attacco.
Parallelamente alle questioni di campo, la società riflette su una profonda ristrutturazione dell’organico. Una volta messa in sicurezza la classifica, l'idea è quella di ripartire da uno zoccolo duro guidato da Paolo Vanoli, la cui conferma resta però legata alle opzioni contrattuali. Molti dei grandi investimenti recenti sono finiti sul banco degli imputati: Gudmundsson, protagonista di un'annata al di sotto delle aspettative, non è più certo di una riconferma, così come appare in salita la strada per i riscatti di Harrison e Solomon.
La linea dell'incedibilità sembra essersi incrinata anche per i senatori: le trattative per il rinnovo di Dodo sono attualmente in una fase di stallo, aprendo alla possibilità di valutare offerte esterne, mentre il calo di prestazioni di Gosens potrebbe spingere il club a inserire anche l'esterno tedesco nella lista dei partenti. L'obiettivo sembra chiaro: chiudere dignitosamente il campionato per poi resettare una rosa che ha dimostrato evidenti limiti di tenuta e continuità.
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