Doveva essere l’anno del centenario, rischia di diventare quello della ripartenza da zero. La ACF Fiorentina vive una fase delicatissima, segnata dalla pesante sconfitta contro il Crystal Palace e da una stagione ben al di sotto delle aspettative. Prima di tutto, però, c’è da conquistare la salvezza matematica, obiettivo imprescindibile per evitare uno scenario ancora più drastico.
Sul futuro incombono interrogativi profondi, a partire dalle intenzioni della proprietà guidata da Rocco Commisso. La società dovrà decidere se rilanciare con investimenti importanti o mantenere una linea più prudente sul piano economico. Una scelta che condizionerà il lavoro del nuovo dirigente Fabio Paratici, chiamato a una ricostruzione quasi totale.
Dopo i circa 90 milioni spesi nell’ultima estate, i risultati non sono stati all’altezza. Molti giocatori sono in bilico e la rosa appare da rifondare sia dal punto di vista tecnico che numerico. Il rischio è quello di un profondo ridimensionamento, soprattutto senza la qualificazione alle coppe europee.
Uno dei nodi principali riguarda Moise Kean: tra il 1° e il 15 luglio sarà attiva una clausola rescissoria da 62 milioni. Il suo futuro è incerto e potrebbe diventare decisivo per le strategie di bilancio e mercato. Trattenerlo sarebbe fondamentale per ripartire, ma una sua cessione potrebbe finanziare la ricostruzione. Attorno a lui, la Fiorentina potrebbe comunque provare a costruire una nuova ossatura insieme a giocatori come Fagioli e Parisi.
Altro capitolo cruciale è quello dell’allenatore. Paolo Vanoli ha avuto il merito di risollevare la squadra, portandola a un margine di sicurezza di cinque punti sulla zona retrocessione. Tuttavia, la sua conferma non è scontata: tra i possibili sostituti resta sullo sfondo il nome di Maurizio Sarri.
Il futuro della Fiorentina dipenderà da scelte chiare e rapide: prima la salvezza, poi un progetto credibile. Solo così il club potrà lasciarsi alle spalle una stagione fallimentare e tornare a essere competitivo.
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