Il regolamento per bloccare i nuovi airbnb anche fuori dal centro Unesco è in dirittura d’arrivo. Lo dice la sindaca Sara Funaro che annuncia che la giunta attenderà il 23 aprile, quando probabilmente ci sarà la sentenza del Tar sullo stop alle locazioni turistiche nel centro storico, per capire le indicazioni dei giudici amministrativi e in base a queste, eventualmente, limare il nuovo testo. «Siamo pronti, attendiamo solo il Tar», spiega Funaro che aggiunge che «ci saranno nuove zone di esclusione, ma non intendo anticipare quali saranno per non far scattare la corsa alla registrazione» preventiva. Insomma, una volta che ci sarà la sentenza servirà giusto il tempo per le eventuali correzioni e il nuovo regolamento verrà presentato.
Tutto nasce dal Testo unico regionale sul turismo — che ha resistito all’impugnazione del governo alla Corte costituzionale — che concede ai Comuni in cui più si concentrano i visitatori la possibilità di limitare gli airbnb purché in modo selettivo, ovvero dove la pressione degli affitti brevi metta a rischio la residenza. Il Testo unico, infatti, non concede di limitarli indistintamente su tutto un territorio comunale.
Su questa base, negli scorsi mesi Palazzo Vecchio aveva dato mandato al professor Filippo Celata, ordinario di Geografia economica alla Sapienza di Roma, di fare un censimento degli affitti brevi fuori dal centro di Firenze così da calibrare poi un intervento di limitazioni settoriali. Negli ultimi tre mesi, a lavorare al regolamento sono stati quindi la stessa Funaro e l’assessore al Turismo Jacopo Vicini.
Secondo indiscrezioni si tratterebbe di un intervento sostanziale, non di facciata, con un buon numero di «zone di esclusione» in cui scatterebbe il blocco di nuovi airbnb o in cui comunque verrebbe istituito un tetto massimo che non si potrà superare. La fascia attorno ai viali di circonvallazione e le zone lungo i tracciati della tramvia sarebbero le prime candidate a rientrare nel regolamento.
La sindaca Funaro ha annunciato la novità a margine del convegno «La filiera della casa» organizzato ieri mattina da Cgil a Palazzo Medici Riccardi, dove al microfono è invece tornata ad accusare il governo di non dare risorse per le case popolari e per il contributo affitti: «A livello nazionale c’è una mancanza totale di risposte». Nell’occasione è stato anche presentato uno studio di Lorenzo Bellicini, direttore del Cresme, che spiega che a Firenze dal 2018 al 2024 il costo degli affitti è salito del 44,2%, passando da 135 a 195 euro a metro quadro al mese. Così Firenze risulta come la città meno accessibile d’Italia per le famiglie che hanno un reddito basso o medio basso.
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