«Kean sta facendo di tutto per recuperare il prima possibile. Non abbiamo tempi certi, la situazione è altalenante. Piuttosto che parlare delle assenze, preferisco parlare dei presenti» e proprio sui presenti dovrà concentrarsi Fabio Paratici. Sarà infatti a loro che toccherà blindare la salvezza della Fiorentina e chiudere nel modo più dignitoso possibile una stagione complicata.
In questo contesto si inserisce un tema ormai centrale: il problema del centravanti. In teoria poter contare su Moise Kean e Roberto Piccoli dovrebbe rappresentare una garanzia, ma nei fatti entrambi hanno deluso le aspettative iniziali. Da qui nasce una riflessione più ampia, legata anche a un campionato tra i più difficili degli ultimi anni per i viola e a una probabile ristrutturazione dell’organico, resa ancora più evidente dall’assenza delle coppe europee nella prossima stagione.
Kean, in particolare, resta il caso più delicato. L’attaccante non scende in campo dalla trasferta di Verona, quando uscì acciaccato dopo una prestazione opaca. Da allora si è visto soltanto al Viola Park, alle prese con un recupero che continua a essere incerto. Il problema alla tibia, che si trascina da anni, richiederebbe uno stop lungo per essere risolto definitivamente, ma i tempi del calcio moderno rendono questa soluzione difficilmente praticabile. Eppure, proprio alla luce di questi problemi, assume ancora più valore la stagione passata, chiusa con 25 gol nonostante condizioni fisiche non ottimali.
Oggi però il rendimento è calato: i numeri stagionali sono più contenuti e raccontano di un giocatore frenato dagli infortuni. Non a caso, il confronto con Piccoli evidenzia un equilibrio inatteso. Come sottolineato anche da David Guetta, le statistiche dei due attaccanti sono molto simili, segno di una produzione offensiva al di sotto delle aspettative complessive. Piccoli, arrivato con un investimento importante, non è riuscito a imporsi come alternativa credibile e ha risentito anch’egli delle difficoltà generali della squadra.
Guardando al futuro, la situazione si complica ulteriormente. La Fiorentina potrebbe prendere in considerazione la cessione di Kean per finanziare il mercato della ripartenza, ma tra condizioni fisiche incerte e rendimento altalenante, trovare acquirenti disposti a investire cifre elevate non sarà semplice. La clausola rescissoria da 62 milioni appare oggi lontana dalla realtà, e anche eventuali trattative al ribasso non garantiscono sviluppi immediati.
Tutto porta quindi a un’estate di decisioni importanti. Kean e Piccoli restano asset rilevanti, ma il loro futuro è tutt’altro che definito. Prima, però, servirà raggiungere l’obiettivo minimo della salvezza, poi sarà tempo di scegliere se ripartire da uno dei due, da entrambi o cambiare completamente strada.
Kean e la Fiorentina, al momento, sembrano ai titoli di coda. E, come scriveva De André, “come tutte le più belle cose vivesti solo un giorno, come le rose”.
Condividi
Attiva i cookies
