Oltre 700 partecipanti al Festival dei francescani in Toscana tra preghiera, musica e dialogo: “La pace ha bisogno di te”

Aggiornamento ore 15:19 - Concluso con il messaggio finale per le istituzioni, in uno dei luoghi simbolo del francescanesimo, la Basilica di Santa Croce a Firenze, il meeting 'Francesco Live'. Nel documento i giovani della Gioventù Francescana d'Italia e della Pastorale Giovanile di Firenze, insieme a quelli riuniti nell'evento, hanno espresso il loro 'No' verso l'attuale scenario mondiale. Nel testo la parola riarmo, che arriva dalle più rappresentative istituzioni mondiali e dell'Europa in particolare, viene definita una "vergogna" e un fenomeno "intellettualmente incomprensibile".

La forza del messaggio è stata amplificata dalle testimonianze dirette di giovani provenienti da terre colpite dai conflitti, tra cui una giovanissima palestinese sulla resistenza umana contro la distruzione, rendendo la scalinata di San Miniato una cassa di risonanza per il dolore del mondo. In questo solco si è inserito l'intervento di Franco Vaccari, fondatore di Rondine Cittadella della Pace, che ha lanciato un monito durissimo contro lo sgretolamento della forza del diritto a favore del diritto della forza, richiamando il coraggio di Francesco d'Assisi come uomo "disarmato e disarmante" capace di far cadere ogni muro.

La Gioventù Francescana, alla deriva bellica in corso, contrappone insieme agli altri giovani l'esempio della Toscana, dove il Granduca nel 1786 abolì - primo stato al mondo - pena di morte e tortura. I giovani hanno ribadito la necessità "di rimettersi in cammino per generare una pace vera, disarmata e disarmante, lontana dal rischio - paventato più volte da Papa Leone - della globalizzazione dell'impotenza, dichiarando di voler attraversare i moderni campi di battaglia per riaprire il dialogo come fece Francesco con il Sultano nel 1221". 

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A Firenze, dalla scalinata di Basilica di San Miniato al Monte, si è levato un forte appello alla pace nel contesto del “Francesco Live”, il Festival dei francescani della Toscana che ha coinvolto oltre 700 giovani sul tema “Oltre il limite: la Pace”.

L’iniziativa ha riunito testimonianze da diverse aree di conflitto, con la partecipazione di realtà come Fondazione Giovanni Paolo II, Rondine Cittadella della Pace, la Pastorale Giovanile dell’Arcidiocesi di Firenze e il Centro La Pira. I giovani hanno attraversato simbolicamente un “muro” e ricevuto semi come metafora della costruzione della pace.

Particolarmente significativa la testimonianza di Nour Al Sheikh, giovane palestinese originaria di Gaza, che ha raccontato il dolore della guerra e la speranza di un futuro diverso, sottolineando il valore della dignità umana oltre i numeri del conflitto. Accanto a lei, Tina Hamalaya, operatrice libanese, ha pregato per il Libano e per tutti i popoli in guerra, chiedendo che le nuove generazioni diventino costruttrici di pace.

La giornata si è aperta con l’intervento della sindaca Sara Funaro ed è proseguita con momenti di musica, dialogo e approfondimento su guerra e fragilità, fino al confronto tra esperti, religiosi e analisti geopolitici.

Il percorso si è concluso con la messa a Basilica di Santa Croce, presieduta dall’arcivescovo Gherardo Gambelli, e con la consegna di un documento finale alle istituzioni cittadine e regionali, a testimonianza dell’impegno dei giovani per la costruzione della pace.

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