Riceviamo e pubblichiamo:
Ponte a Ema, transenne da oltre quattro anni: quanto dovremo ancora aspettare?
Scrivo come cittadino di Ponte a Ema per segnalare una situazione che ormai è sotto gli occhi di tutti, ma che sembra non trovare soluzione.
In via Chiantigiana, all’altezza del civico 153, da oltre quattro anni è presente un tratto di marciapiede completamente transennato a causa di un muro pericolante. Quattro anni. Un tempo lunghissimo, durante il quale nulla è cambiato.
La domanda è semplice: se quel muro è davvero pericolante, perché non si interviene per metterlo in sicurezza? Se invece non lo è più, perché non vengono rimosse le transenne e restituito ai cittadini il passaggio pedonale?
Oggi quella situazione rappresenta un evidente stato di degrado. Le transenne sono diventate parte del paesaggio urbano, come se fosse normale tenerle lì per anni. Ma normale non è.
Quel marciapiede è un collegamento importante, utilizzato ogni giorno da residenti, studenti, anziani e lavoratori. La sua chiusura costringe i pedoni a percorsi alternativi spesso insicuri, talvolta direttamente sulla carreggiata.
È una condizione che non è più accettabile, né dignitosa per una città come Firenze.
A Ponte a Ema abbiamo la sensazione di essere stati dimenticati. E questo episodio ne è purtroppo la dimostrazione più evidente.
Per questo chiediamo una risposta chiara: quanto tempo dovremo ancora aspettare per riavere il nostro marciapiede? Quando verrà finalmente risolta questa situazione?
I cittadini meritano sicurezza, decoro e rispetto.
Un cittadino di Ponte a Ema
Ponte a Ema, transenne da oltre quattro anni: quanto dovremo ancora aspettare?
Scrivo come cittadino di Ponte a Ema per segnalare una situazione che ormai è sotto gli occhi di tutti, ma che sembra non trovare soluzione.
In via Chiantigiana, all’altezza del civico 153, da oltre quattro anni è presente un tratto di marciapiede completamente transennato a causa di un muro pericolante. Quattro anni. Un tempo lunghissimo, durante il quale nulla è cambiato.
La domanda è semplice: se quel muro è davvero pericolante, perché non si interviene per metterlo in sicurezza? Se invece non lo è più, perché non vengono rimosse le transenne e restituito ai cittadini il passaggio pedonale?
Oggi quella situazione rappresenta un evidente stato di degrado. Le transenne sono diventate parte del paesaggio urbano, come se fosse normale tenerle lì per anni. Ma normale non è.
Quel marciapiede è un collegamento importante, utilizzato ogni giorno da residenti, studenti, anziani e lavoratori. La sua chiusura costringe i pedoni a percorsi alternativi spesso insicuri, talvolta direttamente sulla carreggiata.
È una condizione che non è più accettabile, né dignitosa per una città come Firenze.
A Ponte a Ema abbiamo la sensazione di essere stati dimenticati. E questo episodio ne è purtroppo la dimostrazione più evidente.
Per questo chiediamo una risposta chiara: quanto tempo dovremo ancora aspettare per riavere il nostro marciapiede? Quando verrà finalmente risolta questa situazione?
I cittadini meritano sicurezza, decoro e rispetto.
Un cittadino di Ponte a Ema
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