Un’indagine condotta da IRPET su circa 500 studenti delle quinte superiori toscane rivela una conoscenza diffusa del fenomeno mafioso, ma con importanti lacune a livello locale. Se molti ragazzi sanno chi sono Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, meno di un terzo conosce la strage di via dei Georgofili e pochi sono consapevoli della presenza di beni confiscati alla criminalità organizzata in Toscana.
Lo studio, presentato in Regione, evidenzia anche un basso livello di partecipazione attiva: solo il 13% degli studenti è impegnato nel volontariato, anche se quasi la metà si dichiara interessata. Emergono inoltre differenze tra tipologie di scuole, con livelli di coinvolgimento diversi tra licei e istituti professionali.
Il presidente della Regione Eugenio Giani ha sottolineato l’importanza di rafforzare il dialogo con i giovani, mentre la vicepresidente Mia Diop ha evidenziato la necessità di aumentare le attività di sensibilizzazione, anche attraverso i social e il coinvolgimento del Parlamento degli studenti.
Proprio da quest’ultimo arrivano nuove iniziative, come il monitoraggio dei beni confiscati, per avvicinare i ragazzi a temi percepiti come lontani. Dalla ricerca emerge infine che le principali fonti di informazione per i giovani sono i social network, pur ritenuti poco affidabili, seguiti da conversazioni personali e telegiornali, mentre giornali e siti di news risultano meno utilizzati. Lo scrive il Corriere Fiorentino.
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