In occasione del 25 aprile, la presidente celebra il ruolo decisivo delle Madri Costituenti e l'80° anniversario del suffragio universale.


In occasione della Festa della Liberazione, la presidente del Consiglio regionale Stefania Saccardi ha voluto sottolineare il legame profondo che unisce il 25 aprile alla nascita della Repubblica Italiana, avvenuta con il referendum del 2 giugno 1946. Secondo la presidente, quest'anno le celebrazioni assumono un valore ancora più simbolico poiché coincidono con l'ottantesimo anniversario del primo voto a suffragio universale, un momento storico in cui gli italiani scrissero le prime pagine di un Paese nuovo, fondato sui principi di libertà che sarebbero poi stati scolpiti nella Carta Costituzionale.

Un passaggio centrale dell'intervento riguarda il contributo delle donne, per troppo tempo rimasto nell'ombra nonostante la sua natura determinante. Saccardi ha ricordato come le donne non furono solo protagoniste attive della Resistenza e della lotta di Liberazione, ma divennero architetti della nuova democrazia attraverso l'ottenimento del diritto di voto nel 1945 e la successiva possibilità di essere elette. Questa svolta trovò la sua massima espressione nell'Assemblea Costituente, dove ventuno donne, le cosiddette Madri Costituenti, entrarono per la prima volta nelle istituzioni repubblicane portando una visione innovativa basata sull'uguaglianza e sulla dignità della persona.

Nonostante fossero una minoranza numerica, queste figure femminili incisero in modo indelebile sull'impianto della Costituzione. Ricordare oggi il loro impegno significa, secondo la presidente dell'Assemblea toscana, riconoscere una parte essenziale della nostra identità nazionale e riflettere su quanto il loro lascito sia ancora attuale. La battaglia per la piena affermazione della parità e il contrasto a ogni forma di discriminazione e violenza rimangono infatti obiettivi aperti che richiedono l'impegno costante delle istituzioni e dell'intera società civile.

Infine, Saccardi ha ribadito che il 25 aprile resta la data fondamentale in cui l'Italia ha scelto definitivamente la pace e la democrazia, ponendo fine alla dittatura. In un contesto internazionale oggi segnato da forti tensioni e conflitti, il messaggio della Resistenza conserva intatta la sua forza originaria: la scelta del dialogo e della convivenza tra i popoli come pilastro irrinunciabile della vita repubblicana. Onorare questa festa significa dunque rinnovare l'impegno collettivo verso quei valori di libertà che continuano a reggere le fondamenta del nostro Paese.

Condividi
La funzionalità è stata disattivata perché si avvale di cookies (Maggiori informazioni)

Attiva i cookies