Tra esigenze tecnologiche e tutela del paesaggio, cittadini e istituzioni si scontrano sull’impatto visivo nei cieli della città

A Firenze cresce la polemica per la presenza di strutture come antenne, cilindri e “torri” sui tetti degli edifici, considerate da molti deturpanti per il paesaggio urbano e storico. Il dibattito si è riacceso dopo il caso della grande antenna nascosta in un silos in viale Belfiore, che ha alimentato lo scontro tra Comune e Soprintendenza.

Il fotografo Giacomo Costa ha rilanciato la discussione pubblicando immagini di nuove installazioni visibili da diverse zone della città, alcune delle quali impattano su scorci iconici come Basilica di Santa Croceo la collina di Fiesole.

In città si contano oltre 600 ripetitori per la telefonia mobile, con numerose richieste ancora in attesa: se da un lato queste infrastrutture sono fondamentali per migliorare la copertura di rete, dall’altro sollevano problemi estetici e paesaggistici. Le autorizzazioni seguono criteri normativi precisi e coinvolgono anche la Soprintendenza, ma non mancano tensioni tra enti e critiche dei cittadini.


Comitati e residenti hanno avviato una sorta di “caccia” alle strutture più invasive, aprendo un nuovo fronte di contestazione urbana che si aggiunge a quello contro progetti edilizi controversi. Nel frattempo, il Comune lavora a un piano per affrontare la questione, ma senza ancora risultati concreti. Lo scrive Repubblica Firenze. 

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