Via libera dalla commissione cultura del Consiglio regionale della Toscana al bilancio previsionale per il 2026 della Fondazione Sistema Toscana. 55 i progetti, tra questi Vetrina Toscana e Giovanisì, per un impegno complessivo di 13 milioni di euro. Il provvedimento è stato illustrato da Iacopo Di Passio e Francesco Palumbo, presidente e direttore della Fondazione. Un soggetto, viene spiegato, che "grazie alle proprie professionalità è in grado costruire contenuti e realizzare azioni, servizi e iniziative, anche complessi, al fine di comunicare e promuovere le politiche di Regione Toscana, che ne valorizzano l'identità"; "la sua azione è orientata, in particolare, allo sviluppo dell'identità culturale e dell'economia creativa della Toscana, mettendo a servizio dell'istituzione regionale le competenze di cultura digitale, comunicazione multimediale, organizzative/gestionali e amministrative insieme alla rete di infrastrutture e servizi per il turismo, gli eventi, il cinema e l'audiovisivo, le imprese oltre ad un supporto costante alla valorizzazione dell'identità toscana e dei diritti che essa promuove".
Il provvedimento è passato a maggioranza. Sul fronte dell'opposizione, il portavoce Alessandro Tomasi (FdI) ha ricordato che "in Consiglio si deve documentare l'attività di tutti i gruppi politici, cosa che non è avvenuta nella comunicazione della seduta scorsa. Bisogna parificare le azioni di comunicazione per la maggioranza e l'opposizione".
Inoltre, secondo Tomasi, "alcuni strumenti regionali come Giovani Si e Toscana delle Donne diventano elementi di propaganda politica e non elementi di lavoro amministrativo".
Il provvedimento è passato a maggioranza. Sul fronte dell'opposizione, il portavoce Alessandro Tomasi (FdI) ha ricordato che "in Consiglio si deve documentare l'attività di tutti i gruppi politici, cosa che non è avvenuta nella comunicazione della seduta scorsa. Bisogna parificare le azioni di comunicazione per la maggioranza e l'opposizione".
Inoltre, secondo Tomasi, "alcuni strumenti regionali come Giovani Si e Toscana delle Donne diventano elementi di propaganda politica e non elementi di lavoro amministrativo".
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