'Frutto di scelte precise. La sicurezza non è uno slogan, deve essere priorità permanente'

"Tre morti al giorno in Italia. Non è una formula retorica, non è un'esagerazione, non è una frase da giornata commemorativa. È il numero che racconta il fallimento più grande di un Paese che continua a chiamare 'fatalità' ciò che troppo spesso è il risultato di scelte precise, di controlli insufficienti, di appalti costruiti al ribasso, di subappalti a cascata, di formazione fatta male, di sicurezza trattata come un costo e non come il primo diritto di chi lavora". Lo scrive sui propri canali social il Pd della Toscana in occasione della Giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro.

"Nel 2025 in Italia sono state 1.093 le denunce di infortunio mortale sul lavoro. In Toscana, nello stesso anno, abbiamo contato 67 morti e quasi 34.000 infortuni in occasione di lavoro - afferma il Pd regionale - Dietro ogni numero c'è una persona, una famiglia, una comunità spezzata".

Per il Pd della Toscana "la sicurezza sul lavoro non può essere uno slogan da usare il 28 aprile. Deve essere una priorità permanente. Per questo continuiamo a chiedere più controlli, più ispettori, più prevenzione, regole più forti negli appalti pubblici e privati, stop alla logica dei subappalti a cascata, responsabilità piena lungo tutta la filiera, formazione vera, patente a punti realmente efficace e condizioni economiche e contrattuali dignitose per chi lavora.

Perché dove il lavoro è povero, ricattabile e frammentato, anche la sicurezza diventa più debole". E anche la Toscana, conclude il post, "deve continuare a fare la sua parte, con istituzioni, sindacati, imprese e territori, ma serve una scelta nazionale netta, basta considerare la sicurezza un adempimento burocratico, basta intervenire solo dopo le tragedie, basta piangere i morti senza cambiare ciò che li produce. Il lavoro deve dare dignità, futuro e libertà. Mai morte". 
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