Code infinite davanti ai locali diventano esperienza e marketing: la psicologia spiega perché si aspetta anche 45 minuti per un panino

Nel centro di Firenze si moltiplicano le code davanti alle schiacciaterie e ai locali più popolari, con turisti – spesso stranieri – disposti ad attendere anche oltre mezz’ora per un panino o una schiacciata. Le file si allungano sui marciapiedi e diventano parte stessa dell’esperienza di visita della città.

Il fenomeno, secondo la psicologia del consumo, è legato a quella che viene definita “euristica del mainstream”: vedere molte persone in fila induce a pensare che il prodotto sia di qualità, anche senza conoscerlo. Inoltre, l’attesa diventa spesso un’esperienza da raccontare e condividere sui social, trasformando la coda in parte integrante dell’attrazione turistica.

Secondo la professoressa Guendalina Graffigna dell’Università Cattolica di Milano, le recensioni online e il passaparola digitale alimentano questo comportamento, portando le persone a scegliere locali più per notorietà che per reale conoscenza.

Il fenomeno si estende anche ad altre esperienze cittadine, come le cabine fotografiche automatiche, dove l’attesa stessa diventa parte del rituale turistico, tra pose, selfie e condivisioni online.

In questo contesto, le code assumono una funzione quasi “attrattiva”, simile a quella dei parchi divertimento, dove il tempo di attesa diventa parte del consumo e dell’esperienza complessiva del viaggio. Lo scrive il Corriere Fiorentino. 

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