Mostra diffusa fino al 26 luglio, dedicata alla memoria della deportazione

Marian Kołodziej (1921-2009), artista visivo polacco, scenografo teatrale e cinematografico di grande fama in Polonia, superstite dei campi di concentramento e di sterminio nazisti, è il protagonista di una mostra diffusa visibile al Museo della deportazione di Prato e al Memoriale delle Deportazioni di Firenze da domani al 26 luglio.

    La mostra è intitolata "Kz Auschwitz - 432 Marian Kołodziej - Parole disegnate. Memoria della deportazione politica Auschwitz 1940 - Ebensee 1945". Quello di Kołodziej è "uno sguardo ad Auschwitz attraverso il disegno", si spiega in una nota, un'esposizione che si ispira alla serie "Klisze Pamięci" (Fotogrammi della memoria. I labirinti di Marian Kołodziej), conservata presso il monastero francescano di Harmęże, vicino a Oświęcim in Polonia. Comprende tre elementi originali in legno, per la prima volta in mostra in Italia, che raffigurano il declino dell'umanità e l'Apocalisse come rappresentazione dell'enormità della tragedia e della sofferenza vissuta nel campo di concentramento. Include anche repliche di disegni poco conosciuti e inediti, schizzi della realtà del campo, realizzati da Marian Kołodziej subito dopo la liberazione che raffigurano i temi del campo: punizioni, lavoro forzato, fame, sofferenza.

    L'idea che ispira l'autore è ricercare ciò che è stato, ciò che rimane, ciò che si è evoluto nel tempo, ciò che è diventato un'immagine. Le scene non sono sequenziali ma fanno perdere l'orientamento di chi guarda e vive così un viaggio nella memoria dell'artista. Nata da un'idea di Aned Prato, l'esposizione è realizzata in collaborazione con il Museo Statale Auschwitz-Birkenau dalla Fondazione Museo e Centro di documentazione della Deportazione e Resistenza - Luoghi della Memoria Toscana nell'ambito del progetto "Dall'Italia ad Auschwitz. I luoghi della storia e delle memorie come strumento di formazione" e del Protocollo di intesa per la valorizzazione del Memoriale delle deportazioni di Firenze con l'ausilio dei curatori Michele Andreola, Luca Bravi ed Elena Bresci.

    Domani l'inaugurazione a Prato con la partecipazione dell'assessore alla cultura della Memoria della Regione Toscana Alessandra Nardini, del presidente della Fondazione Museo della deportazione Massimo Chiarugi, di Elżbieta Cajzer e Michele Andreola del Museo Statale di Auschwitz-Birkenau e del vice presidente di Aned Prato Diego Clemente.
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