I lavoratori della manutenzione delle infrastrutture di Rfi Toscana sono scesi in sciopero oggi a Firenze, manifestando in un presidio davanti alla Prefettura organizzato dal sindacato Usb. Al centro della protesta vi sono le condizioni di lavoro definite insostenibili e la ferma opposizione politica all'utilizzo della rete ferroviaria civile per il trasporto di materiale bellico, un fenomeno che i manifestanti denunciano essere in costante crescita nell'ambito dei piani di riarmo europei.
Secondo Roberto Marchese, delegato Usb e manutentore, un accordo siglato nel 2024 tra l'azienda e i sindacati confederali avrebbe stravolto i ritmi lavorativi, introducendo turni che arrivano a prevedere fino a undici giornate consecutive di attività. La denuncia riguarda anche l'allungamento degli orari nei cantieri notturni, una condizione che non solo impedisce la conciliazione tra vita privata e lavoro, ma solleva gravi interrogativi sulla sicurezza dei lavoratori stessi, impegnati in operazioni delicate in uno stato di eccessivo affaticamento.
Oltre alle rivendicazioni sindacali, l'Usb ha portato all'attenzione delle istituzioni locali il tema del trasporto di armi. I manifestanti hanno denunciato come le infrastrutture ferroviarie siano attualmente oggetto di adeguamenti tecnici proprio per facilitare il transito di carichi militari. Il sindacato ha ribadito il rifiuto dei ferrovieri, dai macchinisti ai manutentori, di rendersi complici di quella che definiscono una deriva bellicista, chiedendo un blocco immediato del materiale bellico sui binari italiani.
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