Sensori avanzati raccolgono dati che vengono elaborati per bilanciare tutela e fruizione

Un sistema avanzato di monitoraggio per la conservazione preventiva di un capolavoro del Rinascimento, senza limitarne la fruizione: è il nuovo progetto tecnologico dedicato al Museo Civico Cappella Brancacci, a Firenze, custode degli affreschi di Masolino, Masaccio e Filippino Lippi.
    
La sperimentazione pilota, si legge in una nota, è stata realizzata nell'ambito del progetto Access 'enhancing accessibility and sustainability in Smart cities and Smart buildings: The Universal accessibility suite initiative', di cui il Comune di Firenze è partner, insieme a Cnr e Axians Italia e in collaborazione con la Soprintendenza di Firenze.

    
Nella Cappella vengono analizzati simultaneamente i parametri microclimatici e la presenza del pubblico, elementi che incidono direttamente sulla conservazione degli affreschi. Sensori ambientali rilevano temperatura, umidità, qualità dell'aria e livelli di anidride carbonica, mentre sistemi dedicati conteggiano in modo anonimo il numero di visitatori e il tempo di permanenza.

L'integrazione dei dati permette di comprendere in modo puntuale l'impatto della fruizione sulle condizioni interne, potendo "completare il quadro diagnostico - dice il ricercatore Cristiano Riminesi (Ispc-Cnr) con un monitoraggio continuo dello stato di conservazione".

      
I dati raccolti, che confluiscono nella piattaforma digitale Xsona, "ci permetteranno di bilanciare tutela e valorizzazione, assicurando che questo patrimonio possa essere goduto dalle generazioni future", ha commentato Giovanni Bettarini, assessore alla cultura del Comune di Firenze.

"Firenze si conferma così laboratorio d'eccellenza per l'applicazione delle tecnologie smart al patrimonio storico-artistico", ha aggiunto Laura Sparavigna, assessora all'innovazione del Comune di Firenze. "Siamo orgogliosi di mettere le competenze digitali al servizio dell'arte", ha dichiarato Roberto Corraro, managing director di Axians Italia.
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