A Firenze si accende il confronto sull’area di piazza Bonsanti, rimasta in stato di abbandono dopo il fallimento del progetto Cepa, che prevedeva la realizzazione di alloggi per la polizia. Dopo la raccolta di oltre 450 firme da parte dei residenti, il Comune ha annunciato un intervento di bonifica entro il mese, con pulizia e disboscamento per motivi di igiene pubblica.
La vicesindaca ha inoltre disposto che venga imposto al curatore fallimentare l’obbligo di recintare l’area, oggi liberamente accessibile, con la possibilità per Palazzo Vecchio di intervenire direttamente e rivalersi successivamente. Restano però ancora incerti i tempi per la riacquisizione definitiva delle aree da parte del Comune, anche per la mancanza dei progetti esecutivi relativi agli interventi previsti.
L’assessore al patrimonio Dario Danti ha confermato che la situazione amministrativa è ancora in fase di definizione, mentre l’assessore alla sicurezza Andrea Giorgio ha ricordato interventi già effettuati, come la chiusura di una cabina Enel diventata punto di ritrovo per attività illecite, insieme a controlli costanti da parte della polizia municipale.
Sul fronte politico e sociale, l’associazione Leopolda Viva ha preso le distanze da iniziative considerate “strumentali”, riferendosi a una manifestazione contro il degrado organizzata da un altro movimento locale, evidenziando così tensioni tra comitati di quartiere e gruppi civici sull’uso e la gestione dell’area. Lo scrive il Corriere Fiorentino.
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