Sfida tra Scaramelli, Trovato e Pistacchi in Consiglio regionale: scontro politico sull'iter di nomina

AGGIORNATA - L'ammissibilità della rosa dei nomi è stata votata dalla commissione a maggioranza, con le opposizioni non hanno partecipato alla votazione. 
    
Nel corso della seduta, le opposizioni hanno insistito sulla candidabilità dell'ex consigliere regionale Stefano Scaramelli, in particolare la capogruppo La Porta ha richiamato l'articolo 5 della legge istitutiva (requisiti) ricordando che la nomina deve rispondere a "qualificata e comprovata esperienza professionale nell'ambito delle materie e delle funzioni. Le violazioni a questo articolo sono evidenti, palesi e lampanti. Se davvero si vuole procedere con il nome di Scaramelli, si dovrebbe prima modificare la legge". 

Il consigliere di Forza Italia Jacopo Maria Ferri ha insistito per ascoltare i tre candidati e ha fatto mettere al voto la richiesta di audizioni, poi bocciata dalla maggioranza. Ha inoltre sollevato dubbi sulla legittimità della proposta di ammissibilità perché consegnata ai commissari appena poco tempo prima dell'inizio dei lavori e ancora in forma di bozza.     Il portavoce dell'opposizione Alessandro Tomasi ha insistito per esprimere un voto su ogni candidatura.

"Nel parere che ci è stato fornito si dice che alla luce del quadro normativo è possibile decidere responsabilmente e rinviare all'aula - ha spiegato - Al pari della scorsa seduta, nel corso della quale i commissari si sono espressi sul solo nome designato ed è stata chiusa l'istruttoria, oggi vorrei avere uno strumento per esprimermi sui singoli nomi in lizza. Non possiamo trattarli tutti alla stessa maniera, se non altro perché hanno curriculum diversi".     

Il presidente della commissione Vittorio Salotti ha ribadito più volte che il "procedimento adottato in precedenza era corretto, è una prassi consolidata nel tempo che però non esclude questo altro percorso, come ben scritto dal segretario generale del Consiglio regionale". 

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La Commissione Affari istituzionali del Consiglio regionale della Toscana ha dato il via libera definitivo alla terna di nomi che si contenderà il ruolo di Garante dell'infanzia. I candidati che approderanno in aula per la votazione finale, prevista a scrutinio segreto nella prossima seduta, sono Stefano Scaramelli, Luciano Trovato e Paolina Pistacchi. Nonostante il parere favorevole sull'ammissibilità, il passaggio in Commissione ha acceso un aspro confronto politico, evidenziando profonde divisioni tra i gruppi consiliari sulle procedure e sui profili individuati.

La candidatura di Luciano Trovato è stata sostenuta dal gruppo Avs, mentre Fratelli d'Italia ha puntato sul profilo della dottoressa Paolina Pistacchi, proveniente dall'Istituto degli Innocenti. Chiara La Porta, capogruppo di Fdi, ha criticato duramente la gestione del Presidente Giani, definendo "illegittimo" l'iter seguito e lamentando un cambio di regole in corso d'opera. "Rispetto a un nome che è irricevibile, quello di Trovato, e a un nome che non rispetta i requisiti minimi e comprovati di esperienza, quello di Scaramelli, abbiamo individuato tra le autocandidature il nome della dottoressa Pistacchi", ha dichiarato La Porta, motivando la scelta basata sull'analisi dei curricula.

La partita si sposta ora in Consiglio regionale, dove il voto segreto potrebbe riservare sorprese, considerando il clima di tensione e le contestazioni mosse dalle opposizioni. Al centro della polemica resta l'interpretazione dei requisiti previsti dall'articolo 5 della normativa vigente, con Fdi che contesta apertamente l'esperienza professionale di alcuni profili in lizza. La scelta del futuro Garante rappresenterà un passaggio delicato per la tutela dei diritti dei minori in Toscana, in un equilibrio politico che appare quanto mai fragile.

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