Per la seconda volta il Tar della Toscana ha respinto la richiesta di sospensiva sul blocco ai monopattini in sharing decisa dal Comune di Firenze. I giudici si sono espressi sul ricorso integrato da motivi aggiunti proposto da Bird Rides Italy. Già a febbraio scorso il Tar aveva respinto l'istanza cautelare.
Motivando il nuovo no i giudici scrivono: "Al collegio non appaiono sussistenti le condizioni necessarie per la concessione dell'invocata tutela cautelare, dal momento che, riservata ogni valutazione in ordine all'ammissibilità del ricorso e dei motivi aggiunti e dell'eccepito difetto di interesse, non si ravvisano prima facie elementi tali da indurre ad una ragionevole previsione di esito favorevole del ricorso". Rilevato, inoltre, che "il pericolo di pregiudizio per l'azienda ricorrente è stato dalla stessa allegato in termini del tutto generici e ipotetici e, comunque, tali da non evidenziarne i caratteri della gravità e della irreparabilità".
"L'ordinanza del Tar conferma la solidità e la correttezza della scelta fatta dal Comune", commentano la sindaca Sara Funaro e l'assessore alla mobilità Andrea Giorgio che parlano di "passaggio importante" quando i giudici evidenziano "come il presunto danno lamentato dall'azienda sia stato descritto in termini generici e non tali da dimostrare un pregiudizio grave e irreparabile": "Riconosce - affermano - la legittimità e la proporzionalità delle decisioni assunte dall'amministrazione comunale nell'interesse pubblico".
"Abbiamo portato avanti una scelta chiara, dopo anni di sperimentazione dei monopattini in sharing in città, durante i quali sono emerse criticità evidenti sul fronte della sicurezza stradale, del rispetto dello spazio pubblico e della gestione del servizio. Il nostro obiettivo - concludono sindaca e assessore - resta quello di costruire una mobilità sempre più sostenibile, ma anche ordinata, sicura e compatibile con la qualità della vita urbana. Continueremo a investire sul trasporto pubblico, sulla mobilità ciclabile e sulle forme di sharing realmente integrate ed efficaci per Firenze".
Motivando il nuovo no i giudici scrivono: "Al collegio non appaiono sussistenti le condizioni necessarie per la concessione dell'invocata tutela cautelare, dal momento che, riservata ogni valutazione in ordine all'ammissibilità del ricorso e dei motivi aggiunti e dell'eccepito difetto di interesse, non si ravvisano prima facie elementi tali da indurre ad una ragionevole previsione di esito favorevole del ricorso". Rilevato, inoltre, che "il pericolo di pregiudizio per l'azienda ricorrente è stato dalla stessa allegato in termini del tutto generici e ipotetici e, comunque, tali da non evidenziarne i caratteri della gravità e della irreparabilità".
"L'ordinanza del Tar conferma la solidità e la correttezza della scelta fatta dal Comune", commentano la sindaca Sara Funaro e l'assessore alla mobilità Andrea Giorgio che parlano di "passaggio importante" quando i giudici evidenziano "come il presunto danno lamentato dall'azienda sia stato descritto in termini generici e non tali da dimostrare un pregiudizio grave e irreparabile": "Riconosce - affermano - la legittimità e la proporzionalità delle decisioni assunte dall'amministrazione comunale nell'interesse pubblico".
"Abbiamo portato avanti una scelta chiara, dopo anni di sperimentazione dei monopattini in sharing in città, durante i quali sono emerse criticità evidenti sul fronte della sicurezza stradale, del rispetto dello spazio pubblico e della gestione del servizio. Il nostro obiettivo - concludono sindaca e assessore - resta quello di costruire una mobilità sempre più sostenibile, ma anche ordinata, sicura e compatibile con la qualità della vita urbana. Continueremo a investire sul trasporto pubblico, sulla mobilità ciclabile e sulle forme di sharing realmente integrate ed efficaci per Firenze".
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