Dall’Eccellenza alla Serie D cresce il seguito delle squadre locali. Tra derby infuocati, tifo organizzato e disaffezione verso il calcio dei grandi, i campi di provincia ritrovano centralità

Nei paesi della cintura fiorentina cresce la passione per il calcio locale, con spalti sempre più pieni, tifoserie organizzate e derby vissuti con intensità quasi professionistica. Emblematico il caso della sfida di Eccellenza tra Grassina e Antella disputata al campo sportivo Pazzagli, dove cori, tamburi e rivalità storiche hanno trasformato la partita in un evento cittadino.

Secondo il racconto, il fenomeno rappresenta una sorta di ritorno al calcio di comunità: rivalità genuine, sfottò tra paesi vicini e forte senso di appartenenza attirano sempre più tifosi sui campi dilettantistici. A favorire questa tendenza contribuirebbe anche il minore entusiasmo verso il calcio professionistico e verso una ACF Fiorentina reduce da una stagione poco brillante.

Il cambiamento delle abitudini televisive ha avuto un ruolo importante: con la Serie A distribuita tra venerdì e lunedì, molte domeniche pomeriggio sono tornate disponibili per seguire le squadre del territorio. Così realtà come Signa, Galluzzo, Rufina, Pontassieve, Borgo San Lorenzo e San Piero a Sieve stanno vivendo una nuova stagione di partecipazione popolare.

Tra gli esempi più citati c’è anche la storica Rondinella Marzocco, tornata in Serie D dopo vent’anni, riaccendendo l’orgoglio sportivo del quartiere di San Frediano.

L’articolo sottolinea infine come il calcio di provincia venga percepito da molti come più autentico rispetto a quello dei grandi club, considerato ormai troppo legato a televisioni, VAR e dinamiche commerciali. Nei campi locali, invece, restano vive le emozioni semplici: il tifo, gli sfottò e il ritrovarsi insieme al bar dopo la partita. Lo scrive la Nazione. 

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