A Firenze si riaccende il dibattito sulla sicurezza dei pini urbani dopo la caduta di due alberi in due giorni, in via Boccaccio e via Pasquali, che hanno danneggiato alcune auto. A questi episodi si aggiunge il crollo di un altro pino nel giardino della scuola di Santa Maria a Coverciano avvenuto nelle settimane precedenti.
Secondo le verifiche tecniche del Comune, in entrambi i casi più recenti la causa sarebbe un cedimento dell’apparato radicale, indebolito dalle forti piogge. Gli alberi erano comunque sottoposti a controlli periodici e classificati a rischio moderato.
La vicesindaca Paola Galgani ha ricordato che per le nuove piantumazioni si stanno privilegiando specie più adatte al contesto urbano, come ginkgo, platani e bagolari.
Gli esperti, però, invitano a non attribuire tutto ai cambiamenti climatici. L’agronomo Alessandro Trivisonno sottolinea che il problema dipende anche da come vengono mantenute le piante: potature, cantieri, scavi per infrastrutture e presenza di cemento possono compromettere la stabilità degli alberi. Secondo l’esperto, il sistema di controlli dovrebbe essere rivisto, concentrandosi maggiormente sugli alberi che si trovano in aree più a rischio per danni a persone e cose.
Anche il dottore forestale Marco Mucini evidenzia le criticità legate all’apparato radicale dei pini urbani, spesso danneggiato da lavori pubblici o privati, e suggerisce una mappatura più precisa degli scavi per migliorare la prevenzione.
Il Comune ricorda che tutto il patrimonio arboreo è sottoposto a controlli periodici secondo la metodologia VTA e che sono già stati effettuati monitoraggi aggiuntivi in parchi e giardini.
Intanto la giunta ha approvato il nuovo Piano di Azione Comunale per la qualità dell’aria 2025-2028, che include anche strategie sul verde urbano e sulla mobilità, con l’obiettivo di ridurre le emissioni e migliorare la gestione degli alberi in città. Lo scrive Repubblica Firenze.
Condividi
Attiva i cookies














