Stessimo parlando di un direttore sportivo qualunque, ancora ancora. Fabio Paratici, tuttavia, non rappresenta solamente l'uomo mercato della Fiorentina, ma quella figura in cui molti (se non tutti) hanno riposto speranze di un domani diverso e migliore per la Fiorentina. Non tanto adesso, bensì in un momento in cui le cose parevano ormai prossime al baratro. Il suo aver detto sì alla causa viola quando molti erano già al capezzale della Fiorentina (dove per suo s’intende il suo status di dirigente top a livello italiano ed europeo), con un contratto di quattro anni e mezzo, dopo aver preso coscienza dei disastri combinati dal ds precedente, avevano fatto pensare ai più che ci potesse essere di che essere fiduciosi in vista del domani, che ci fosse ambizione e voglia di portare a casa la pelle quest’anno per poi ripartire alla grande già dalla prossima estate.
Adesso che la salvezza è arrivata, però, i rumors di interessamenti vari per Paratici si moltiplicano. Prima la Roma, poi il Milan quindi il Napoli etc etc. Da parte sua una timida smentita sulla possibilità di un addio c’è stata prima del Sassuolo, quando il dirigente gigliato aggiunse anche che ci sarebbe stato un incontro con Vanoli per parlare di futuro. Parole di rito, insomma. Se Paratici dovesse davvero andarsene si arricchirebbe l’elenco delle situazioni difficili da capire e spiegare (Gattuso, Palladino, Pradé etc). Crollerebbe anche il castello mentale che un po’ tutti coloro che hanno a cuore le sorti della Fiorentina si erano creati. Vorrebbe dire che, almeno così s’intuisce, che il vento di cambiamento non c’è, o meglio non c’è del tutto. Certo il biglietto da visita di Paratici potrebbe essere discutibile, visti i 27 milioni di euro circa che da ieri sera sono diventati soldi da spendere obbligatoriamente per i cartellini di Fabbian e Brescianini. Ma, vista la situazione che c’era a gennaio, poteva anche andar peggio. Forse.
Certo, Paratici non è un Dio, non è infallibile e non fa miracoli. È un direttore sportivo, ma è anche l’uomo del domani, quello in cui abbiamo un po’ tutti riposto fiducia e speranze. Se dovesse abbandonare la barca già adesso, bè, ci sarebbe di che pensar male. Ma tranquilli, non succederà. Forse. Con questa Fiorentina mai dire mai.
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