Le voci sul dirigente viola non si placano

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Per coloro che si attendevano una smentita o qualcosa del tipo ‘Paratici dica che non lascia la Fiorentina’, come accadde con Prandelli e Diego Della Valle, per adesso può riascoltarsi le parole del pregara di Fiorentina-Sassuolo. Un virgolettato in calcese, per non dire una supercazzola, in cui veniva tra l’altro anche lasciato uno spiraglio per una eventuale permanenza di Vanoli. Poi, però, il tecnico stesso dopo il pari col Genoa ha fatto intendere altro.
 
Da qui a dire quello che accadrà ne passerà ancora d’acqua sotto i ponti. Nel frattempo possiamo solamente registrare quello che filtra da casa Fiorentina, cioè la tranquillità su un futuro con Fabio Paratici. Poi, nel frattempo, ognuno può farsi la sua idea sul perché voci e rumors continuino a circolare e, anzi, ad aumentare, sulle fonti da cui queste ipotesi arrivano tenendo sempre a mente che si sta parlando della Fiorentina, cioè quel club in cui niente è impossibile. Da Gattuso a Palladino passando per Pradè, con le ultime voci arrivate da Corona e Raiola che possiamo tranquillamente classificare come scoperta dell’acqua calda. Non tanto per eventuali soldi che l’ex ds si sarebbe intascato in collaborazione con Lucci, quanto per la corsia preferenziale che c’era col potente procuratore. Cose di calcio, come Ramadani e Corvino, come Vlahovic e Ristic etc etc. Tornando al tema Paratici, un altro che nel recente passato ha avuto le sue situazioni discutibili e, ormai, agli archivi, se l’uomo su cui la Fiorentina aveva ed ha puntato tutto in chiave rilancio dovesse prendere e andarsene, ci sarebbe di che sorprendersi, ma nemmeno poi troppo. Come detto, Gattuso è durato pochi giorni e Palladino ha lasciato poche ore dopo che era stato definito da Commisso come un figlio.
 
Volendo potremmo anche addossare ad un eventuale addio di Paratici le operazioni Fabbian e Brescianini, così, a screditare chissà quali meriti di un dirigente che non è certo infallibile. Piuttosto, al netto di tutto quanto già fatto dal ds, nella figura Paratici tutti ci avevano visto quel vento di cambiamento in cui riporre speranze per un domani diverso e migliore. Un dirigente dallo status top, che accetta la corte della Fiorentina ultima in classifica, che versa in condizioni disperate e che sembra allo sbando totale. Dice sì, firma un contratto di 4 anni e mezzo a cifre anche importanti, lascia l’Inghilterra, contribuisce alla salvezza del club, e poi…lascia adesso? Sarebbe tutto senza senso. O meglio, vorrebbe dire che quel vento di cambiamento non c’è. Cioè che, l’autonomia che vorrebbe l’attuale dirigente non c’è e non ci sarà. D’altronde, anche su questo, che vengano riportare versioni differenti su Vanoli, che continuino a circolare alcune voci e rumors, non sarà casuale no? Ormai il giochino comunicativo dovrebbe essere chiaro. Ognuno si faccia la sua idea liberamente. Ma, se Paratici dovesse andarsene, immaginiamo col canonico patto di riservatezza, crollerebbe un altro castello. Per questo, nonostante tutti i retropensieri e le teorie complottiste, meglio credere che tutto finisca nel nulla, che Paratici sia davvero l’uomo della svolta viola, la figura che contribuisca ad un domani all’insegna del ritorno in una dimensione internazionale della Fiorentina, come disse lui al suo arrivo. Cosa che, in maniera abbastanza intuitiva, non poteva e non potrebbe mai sposarsi con una permanenza di Vanoli. Almeno su questo, crediamo, ci sia poco di che discutere. Forse…
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