Ad oggi, l’unica certezza della Fiorentina è che l’anno prossimo giocherà ancora in Serie A. Il resto è tutto un punto interrogativo. Resta Paratici? Con pieni o parziali poteri decisionali? L’allenatore del futuro lo sceglierà lui? Commisso torna a Firenze o resta in America? Che budget ci sarà per la rifondazione di questa rosa? Si vorrà rilanciare nell’immediato, si proverà a fare qualcosa a lungo termine? Resterà Kean, De Gea, Gudmundsson, Dodo etc etc?
Che serva un ripulisti generale dovrebbe essere cosa ormai abbastanza acclarata. D’altronde, una rosa che è costata milioni e milioni, con un monte ingaggi da Europa, che si salva a tre giornate dalla fine, che in larga parte non capisce neppure perché venga fischiata e ‘insultata’ dopo la stagione che ha fatto, che non ha mai dimostrato sul campo di meritarsi qualcosa di più o di meglio di quello che ha ottenuto, non può che essere quasi del tutto azzerata.
Inspiegabile come qualcuno abbia anche delle pretese o che si senta ingiustamente criticato (senza neppure prendere in considerazione il fatto che in precedenza, forse, sia stato ingiustamente osannato). Perché, ok, sarà stata anche tutta colpa di Pioli per l’inizio di stagione orripilante fatto dalla Fiorentina, il modulo sbagliato, la preparazione sbagliata e una gestione dello spogliatoio discutibile, ma fare 4 punti in 10 partite e non riuscire a vincere una gara di Serie A in 15 giornate è un qualcosa di inaccettabile. E’ arrivata la resa dei conti, insomma. Il drammatico andamento di questa stagione ha portato molti, se non tutti, a turarsi il naso. Ora basta. Ma, il nodo principale resta legato a cosa vorrà fare la proprietà.
Per Paratici, sempre che resti, si annuncia una missione difficilissima. Riuscire a rivoluzionare questa rosa senza un budget importante sembra impresa complicata. Sicuramente se dovesse farlo col solo autofinanziamento, anche se dovesse essere ‘accettata’ l’idea di qualche sacrificio (Kean su tutti, non Fagioli in caso) e quella di fare diverse minusvalenze (Piccoli, ad esempio). Del domani, giustappunto, non v’è certezza. Sicuramente non c’è chiarezza. Almeno per ora. Per qualcuno potrebbe anche prematuro, d’altronde la stagione non è ancora terminata e fino a pochi giorni fa non c’era neppure la certezza di rimanere in Serie A. Val bene ricordare, tuttavia, come per anni sia stato oggetto di critiche il tema della ‘programmazione’. Come si sia arrivati a tutto ciò, forse, è proprio da ricercare in quell’aspetto. Pensando al futuro, cercando d’imparare dal passato, con nel frattempo un presente che ha tutt’altro che il sapore della tranquillità e della positività.
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