Il trasporto pubblico locale in Toscana affronta una nuova emergenza legata all’aumento dei costi energetici. A pesare sui conti di Autolinee Toscane sono soprattutto i rincari del carburante e dell’energia elettrica, cresciuti rispettivamente del 30% e del 15% rispetto al 2025.
L’aumento dei costi, causato anche dalle tensioni internazionali e dai conflitti in corso, rischia di compromettere l’equilibrio economico del servizio. Secondo i contratti di gestione, in situazioni straordinarie non dipendenti dall’azienda dovrebbe intervenire la Regione come forma di sostegno economico.
Le possibili soluzioni sul tavolo sono quattro: aumentare i finanziamenti regionali, ritoccare verso l’alto il prezzo dei biglietti, ridurre le corse oppure tagliare gli investimenti. L’ipotesi più temuta resta quella di nuovi rincari tariffari per gli utenti. L’ultimo aumento in Toscana risale ad agosto 2023, quando il biglietto urbano passò da 1,50 a 1,70 euro, mantenendo però le agevolazioni Isee.
Anche altre regioni italiane stanno affrontando problemi simili. Nel Lazio, ad esempio, si sta cercando di evitare un aumento di 50 centesimi per corsa previsto dal piano industriale di ATAC.
L’assessore regionale alle Infrastrutture e ai Trasporti Filippo Boni ha assicurato che la situazione è costantemente monitorata. Preoccupati anche i piccoli Comuni, che temono di dover contribuire economicamente mettendo ulteriormente sotto pressione i propri bilanci.
Nel frattempo il servizio continua a subire forti criticità tra traffico, cantieri della tramvia, corse cancellate e ritardi. Ogni giorno si registrano quasi mille autobus in ritardo su circa 7.400 corse complessive.
Per limitare i disagi, Autolinee Toscane ha proposto di modificare i tempi di percorrenza delle linee urbane più problematiche, tra cui la 31, la 32, la 23 e la 17. L’amministratore delegato Franco Middeiha annunciato anche l’introduzione di autobus e autisti di supporto per affrontare le emergenze operative.
L’azienda punta a introdurre i nuovi tempi di percorrenza entro settembre, ma resta aperta la questione principale: trovare risorse sufficienti senza scaricare ulteriori costi sulle famiglie. Lo scrive la Nazione.
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