Installati i primi candelabri in ghisa dopo il restauro degli argini, ma ritardi nelle forniture bloccano il completamento dell’intervento finanziato dal Pnrr

Il Lungarno degli Acciaiuoli a Firenze torna progressivamente a illuminarsi grazie al ripristino dei lampioni storici in ghisa, parte di un più ampio intervento di messa in sicurezza degli argini dell’Arno. Dopo mesi di lavori e polemiche anche sulle scelte estetiche, sono stati installati i primi candelabri restaurati.

Il progetto, finanziato con fondi Pnrr per circa 14,8 milioni di euro e gestito da Silfi-Firenze Smart, prevede l’installazione complessiva di 12 lampioni storici. Tuttavia, il completamento dell’opera è rallentato dai ritardi nella consegna dei materiali da parte del fornitore, anche a causa delle tensioni sui mercati internazionali dell’acciaio.

Restano anche alcune discussioni tecniche e critiche da parte di commercianti e residenti sulle modalità di installazione e sulla rimozione e successivo riposizionamento dei lampioni, mentre la società incaricata respinge le contestazioni, parlando di manutenzione e consolidamento strutturale.

L’intervento si inserisce nel più ampio progetto di messa in sicurezza degli argini dell’Arno, il più imponente dal 1966, pensato anche in chiave di protezione civile. Secondo la Regione, guidata da Eugenio Giani, il sistema di paratie mobili potrà essere montato rapidamente in caso di emergenza, rendendo l’opera un possibile modello europeo.

I lavori, iniziati nell’ottobre 2024, avrebbero dovuto concludersi entro aprile, ma i tempi restano incerti e legati alla consegna degli ultimi elementi necessari per completare l’illuminazione storica del lungarno. Lo scrive Repubblica. 

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