La Fiorentina travolge la Juventus per 2-0 e riaccende il dibattito sul futuro di Vanoli

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La storica vittoria per 2-0 in casa della Juventus rappresenta un'inattesa cascata di vernice viola su una stagione finora fallimentare e tormentata dalla paura della retrocessione. Il successo all'Allianz Stadium, che mancava da sei anni, pè stato ottenuto grazie a una prestazione di puro orgoglio, tecnica e cuore. Sul campo, la squadra ha mostrato una solidità da "squadra vera": la difesa guidata da Pongracic e Ranieri ha annullato Vlahovic, De Gea è stato impeccabile e i gol di Ndour e Mandragora (una perla di sinistro) hanno spento le ambizioni Champions della Juventus di Luciano Spalletti, regalando ai tifosi fiorentini la gioia suprema del dispetto sportivo ai rivali di sempre. Con questo risultato la Fiorentina sale a 41 punti evitando così il peggior record negativo nell'era dei tre punti, nonostante il grave infortunio al ginocchio occorso a Parisi.

Tuttavia, questo exploit non deve cancellare il giudizio complessivo su un'agonia sportiva ed economica durata nove mesi, nata dal peccato originale di essersi calcisticamente illusi dopo il mercato estivo. Il focus si sposta inevitabilmente sul futuro della panchina e sui piani societari di Paratici: Paolo Vanoli, subentrato in corsa a Pioli e capace di blindare la permanenza in Serie A con 37 punti totali, ha firmato un autentico capolavoro tattico prima di lanciare un chiaro ultimatum nel post-partita. Dichiarando di voler restare solo di fronte a un progetto d'alto livello, il tecnico ha rifiutato il ruolo di "medio man", scaricando la pressione sulla dirigenza. Resta ora da capire se questo trionfo a Torino rimarrà un isolato canto del cigno o se segnerà l'effettivo punto di partenza per una totale rifondazione del club.

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