Per la Fiorentina è ormai tempo di mandare agli archivi questa orrenda stagione. Venerdì contro l’Atalanta dell’ex Palladino si concluderà quella che doveva essere l’annata della svolta e che, invece, si è trasformata in un altro anno di paure. Un altro, sì, perché dall’ultimo anno di Della Valle a oggi, in 8 stagioni i tifosi della Fiorentina hanno dovuto ‘gioire’ più volte per aver evitato la retrocessione (4, 3 con l’attuale proprietà) di quante non ne abbiano passate a sognare. Le finali perse, 3, sono ascrivibili a 2 annate, mentre in campionato non si è mai andati oltre il sesto posto, con Palladino. Ok, questo è il recente passato, che venerdì s’intreccerà con presente e futuro per uno strano scherzo del destino.
Palladino e Vanoli, per una sera, saranno entrambi il presente della Fiorentina. Uno da avversario, l’altro da timoniere viola. Entrambi sembravano essere il passato, ma attenzione ai colpi di coda. Nel borsino del tecnico della Fiorentina 26/27, infatti, Vanoli era risalito fino a qualche giorno fa, mentre nelle ultime ore il totonome inizia ad entrare nel vivo. Da Iraola a Glasner passando per Grosso, le possibilità di una svolta in panchina sono di nuovo in crescita. A meno che non arrivi una pioggia di no. Qualcuno, almeno stando ai rumors, è già arrivato. Da lì la posizione ancora in standby di Vanoli. Ma questo è il domani.
Tornando all’oggi, Fiorentina-Atalanta di venerdì rischia di generare un bel caos nella mente di chi affollerà il Franchi. Torna il tecnico dei 65 punti, che un anno fa di questi tempi veniva contestato e fischiato da parte del tifo, che molti hanno (giustamente) rivalutato per i risultati che fece, ma che allo stesso tempo è tra i ‘colpevoli’ del disastroso anno che si è poi consumato a seguito delle sue dimissioni. Da lì si generò un caos totale all’interno della Fiorentina, senza dimenticare la figura cacina che fece fare con quel gesto alla società/proprietà. Neanche il tempo di essere definito come un figlio da Commisso che Palladino rassegnò le dimissioni. Non voleva più lavorare con Pradè? Lo poteva dire prima…Si sarebbero potuti evitare molti disastri, tra cui il ritorno di Pioli. Anche qui siamo al passato. Il presente s’intreccia col futuro. Dall’altra parte ci sarà un Vanoli che, dopo i fischi e i cori di contestazione (non rivolti principalmente a lui) a salvezza raggiunta col Genoa, si è preso la rivincita andando a vincere con la Juventus, che vorrebbe rimanere, che rivendica il suo lavoro, che forse si meriterebbe un’ovazione dal pubblico ma che, probabilmente, non sarà confermato.
Applaudire l’uno, l’altro, nessuno? Una gran confusione, insomma, che fotografa perfettamente passato e presente della Fiorentina, sperando che il futuro sia di tutt’altro livello.
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